La parabola del boss di Cosa Nostra: dal lusso della giovinezza alla spavalderia della latitanza. In mezzo stragi, omicidi, amori e quel rapporto controverso con la vita, Dio e la Chiesa. L’ultima sfida allo Stato poco prima della morte
Si trovava all'ospedale de l'Aquila dove era ricoverato in una stanza blindata per via di un tumore al colon. Pochi giorni fa era stato dichiarato in coma irreversibile, al suo capezzale la figlia
Il boss di Cosa Nostra tenta di allontanare da sé le responsabilità per l’omicidio del figlio del pentito: «Questa situazione mi dà fastidio, è la cosa a cui tengo di più. Non c’entro. Al più mi devono appioppare il sequestro di persona» (ASCOLTA L'AUDIO)
Nel lungo interrogatorio davanti ai pm di Palermo, il boss spegne ogni speranza di collaborazione e prende le distanze da Bernardo Provenzano. Poi si giustifica: «L’imprecazione contro Falcone? Non ce l’avevo con lui»
Il pm che ha arrestato il boss parla davanti alla commissione antimafia: «Non ha mai governato l’organizzazione. È l’ultimo stragista». E ridimensiona il ruolo avuto dalla massoneria
VIDEO | A 31 anni dall'attentato che costò la vita al magistrato antimafia, parla uno dei componenti della sua scorta che sopravvisse alla bomba: «Ogni giorno ricordo quegli istanti» (ASCOLTA L'AUDIO)
VIDEO | A dichiararlo è il boss del mandamento di Brancaccio nel corso del processo ‘Ndrangheta stragista. Dichiarazioni shock che sono state trasmesse nella nona puntata di Mammasantissima – Processo alla ‘ndrangheta. ASCOLTA L'AUDIO
Oggi in corte d’assise d’appello a Reggio Calabria è stato sentito il tenente colonnello Massimiliano Galasso firmatario dell’informativa Hybris. L’indagine ha permesso la riapertura del dibattimento del procedimento sul periodo delle stragi degli anno '90
I pentiti siciliani parlano del rapporto di fiducia che legava i padrini come Riina, che si vantava del comparaggio con i Piromalli, con le famiglie di Gioia Tauro e Nicotera. Un legame profondo tanto da affidargli la gestione della latitanza dei grandi stragisti degli attentati continentali contro i rappresentanti dello Stato
La rivelazione è stata fatta dal pentito della mafia Gaspare Spatuzza durante il processo 'Ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria. Ascolta l'audio dell'interrogatorio andato in onda durante la quinta puntata di Mammasantissima
Intanto prosegue a Campobello di Mazara la caccia a possibili bunker segreti del bossche aveva scelto il paese del trapanese come suo rifugio da almeno tre anni
VIDEO | Nuova udienza del procedimento di secondo grado in svolgimento a Reggio contro Graviano e Santo Filippone. Il collaboratore di Rizziconi: «Il fermo avvenuto nel ’76-’77 a Roma di Piromalli, De Stefano, Condello e Mammoliti con uno della banda della Magliana era un preliminare del sequestro» (ASCOLTA L'AUDIO)
L’ex direttore dell’Fbi, Louis Freeh, amico di Falcone e Borsellino, ritiene possibile la collaborazione con la giustizia dell’ultimo padrino di Cosa Nostra: «Potrebbe indicare chi è a libro paga della mafia» (ASCOLTA L'AUDIO)
I dettagli emergono dalle motivazioni della sentenza emessa a seguito dell'inchiesta Carminius scattata contro le famiglie originarie del Vibonese trapiantate al Nord
Un’amicizia nata in carcere sul finire del secolo scorso segna l’inizio della tragica alleanza fra un gruppo emergente della ’ndrangheta e i potenti boss di Palermo (ASCOLTA L'AUDIO)
Il boss un anno fa era stato operato e da allora stava facendo delle terapie nella clinica privata. Nel documento falso esibito ai sanitari c'era scritto il nome di Andrea Bonafede
A svelare il progetto era stato il medico e collaboratore di giustizia di Gioia Tauro Marcello Fondacaro. Il numero uno di Cosa Nostra intenzionato ad entrare in affari con la ‘ndrangheta nel comprensorio di Ricadi
VIDEO | L’inchiesta che ha portato alla cattura del capomafia di Castelvetrano, in provincia di Trapani, è stata coordinata dal procuratore di Palermo. Il boss è stato trasferito in una località segreta
Il 15 gennaio 1993, dopo quasi 25 anni di latitanza, l’unità Crimor del Ros catturò il “capo dei capi”. Tante le domande rimaste senza risposta, dalla mancata perquisizione del covo al caso del “papello”, contenente le richieste allo Stato per far cessare le stragi (ASCOLTA L'AUDIO)
I mafiosi rapirono il piccolo Giuseppe con l’inganno. Dopo 779 giorni di prigionia l’ordine di Brusca: «Alliberateve de lu cagnuleddu». Il dolore di chi c’era: «Disse “papà, amore mio”». La sua morte confermò l’assenza di codici d’onore delle mafie, anche in Calabria