Il ricordo dell’attentato del 23 maggio 1992 rinnova l’impegno contro la criminalità organizzata nel nome di Giovanni Falcone e delle vittime della mafia
Lo storico autista personale del giudice Giovanni Falcone ha incontrato gli studenti dei licei Campanella di Belvedere Marittimo per ricordare la figura di Giovanni Falcone e ripercorrere quei minuti che cambiarono l’Italia: «Non fu la mafia. Compiere la strage a Palermo fu uno stratagemma»
Era il 23 maggio del 1992 quando un'enorme carica di esplosivo fece saltare in aria le auto del giudice e della scorta. Con lui morirono la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro
VIDEO | Iniziativa della polizia di Stato in occasione dell'anniversario della strage di Via d'Amelio: stand lungo corso Mazzini. Stasera a San Fili il dibattito "Paolo Borsellino, un uomo lasciato solo"
VIDEO | Nell’ambito del convegno “Prevenire l’illegalità”, promosso in occasione dell’anniversario della Strage di Capaci, l’Ordine degli architetti di Vibo ha illustrato i progetti portati avanti in sinergia con le istituzioni. Tra questi, quello inerente il Centro di trasformazione agroalimentare di Rombiolo
VIDEO | Beniamino Fazio ospite del laboratorio di pedagogia dell'antimafia, nel giorno in cui ricorre il 32esimo anniversario della strage di Capaci. L'iniziativa promossa dal docente Giancarlo Costabile
La mobilitazione dei ragazzi di 56 scuole siciliane che aderiscono alla Rete per la cultura antimafia. Il messaggio di Mattarella: «L'eredità di Falcone e Borsellino è un patrimonio vivo»
La responsabile Falduto ripercorre le cerimonie tenute ogni 23 maggio in occasione del Giorno della legalità: «Esperienze straordinarie. I ragazzi percorrevano le strade di Palermo snodando cortei di cui non si vedeva la fine»
L'agente di scorta perse la vita nell’attentato che costò la vita al giudice Giovanni Falcone. Dal ricordo lucido di quei momenti di sgomento, alle tante delusioni avute in questi anni: «Basta con l’antimafia delle parole e delle cerimonie, servono esempi»
Le parole di Nicola, fratello del bambino rapito da Cosa Nostra nel 1993: «È una ferita che si riapre sempre, un segno che rimane a vita. Era solo un bambino»
Il capitano della Guardia di finanza, Emanuele Schifani aveva 4 mesi quando il padre, uno degli uomini della scorta del giudice Falcone, trovò la morte per mano di Cosa nostra. Era il 23 maggio 1992
Questa mattina la cerimonia alla presenza del prefetto Massimo Mariani e dei procuratori di Reggio Calabria e Palmi Giovanni Bombardieri ed Emanuele Crescenti
Il questore Michele Spina: «È tratto dagli ulivi che portano il nome dei martiri delle stragi di Capaci e di Via d'Amelio, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino ed i loro agenti di scorta. Da una terra intrisa di sangue e disperazione nascono così la speranza e la gioia per un futuro migliore»
Il superboss avrebbe dovuto prendere parte all’udienza in programma questa mattina nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta, dove si sta svolgendo il procedimento per le stragi di Capaci e via D’Amelio. Il procuratore: «Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo»
Gli inquirenti impegnati nella perquisizione sospettano che ci possa essere un secondo immobile dove sarebbe custodito il tesoro del mammasantissima di Castelvetrano che già domani sarà impegnato nel processo per le stragi di Capaci e via D'Amelio
Iniziativa della Procura di Caltanissetta per «verificare la genuinità delle fonti». Ieri sera la puntata della trasmissione di Raitre che ipotizzava legami tra mafia e destra eversiva dietro l'attentato
La doppia intitolazione rientra nelle iniziative per la Giornata della legalità in ricordo delle vittime della criminalità organizzata. Diversi gli eventi previsti nella città dello Stretto
L'ex boss di San Giuseppe Jato fuori dall'istituto penitenziario di Rebibbia. Avendo scelto di collaborare con la giustizia ha ottenuto gli sconti di pena previsti dalla legge. La vedova di Antonio Montinaro, caposcorta del magistrato: «Sono indignata» (ASCOLTA L'AUDIO)
Un modo per ricordare l'uccisione del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro
Il collaboratore di giustizia ed ex agente della polizia penitenziaria rilascia nuove dichiarazioni ai pm e spiega di non aver mai confessato alcune verità prima per «paura di ritorsioni»
Ieri mattina, nella sala consiliare del Comune di Soverato, è stata allestita per l’occasione una mostra di libri e fotografie che hanno come oggetto l'impegno contro le mafie e la criminalità organizzata