Cerca verità sull’omicidio del padre ma subisce minacce
Una volpe morta lasciata appesa al finestrino dell’auto, un cagnolino di sua proprietà ferito e spari di fucile al suo passaggio. Non c’è pace per Paolo Panaro, figlio di Pompeo, ucciso dalla mafia a Paola nel 1982.
A Cosenza ora, dove si allarga il caso dello studente aggredito da uno steward allo stadio “Marulla” durante una partita di beneficenza per uno striscione di contestazione al presidente della società di calcio cittadina, Eugenio Guarascio. Dopo l’uscita della notizia sulle nostre testate sono intervenuti sia il sindaco Franz Caruso sia la società stessa con un post che nega la propria organizzazione dell’evento. Ma le immagini diffuse via social dagli account ufficiali rossoblù sembrano smentire la società stessa.