Un cittadino di Cetraro denuncia: «Noi seppelliti vivi in casa»
«Stare in quarantena è come vivere seppelliti in casa». È la denuncia di un cittadino di Cetraro che alle nostre telecamere racconta cosa significhi essere colpiti dal Covid senza ricevere alcuna assistenza.
A Cosenza ora, dove si allarga il caso dello studente aggredito da uno steward allo stadio “Marulla” durante una partita di beneficenza per uno striscione di contestazione al presidente della società di calcio cittadina, Eugenio Guarascio. Dopo l’uscita della notizia sulle nostre testate sono intervenuti sia il sindaco Franz Caruso sia la società stessa con un post che nega la propria organizzazione dell’evento. Ma le immagini diffuse via social dagli account ufficiali rossoblù sembrano smentire la società stessa.