Il rilevamento degli abusi edilizi in Calabria è in crescita, malgrado una certa reticenza dei Comuni e le poche risorse che frenano i procedimenti di demolizione. Per la prima volta però il monitoraggio di lega ambiente può contare sul sostegno dell'ente Regione.

Regione virtuosa

«Che un Presidente di Regione metta la faccia su una questione così importante per la tutela del territorio e per la vita delle persone è un fatto molto importante ed infatti questa cosa non si registra nelle altre tre Regioni del Sud piu interessate al fenomine – ha detto il Presidente nazionale di Legambiente Riccardo Ciafani alla Cittadella regionale di Catanzaro, in occasione della presentazione del rapporto “Abbatti l’abuso in Calabria”.

Alcuni dati

«Ai comuni - ha precisato l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro – bbiamo chiesto il numero di ordinanze emesse dal 2004 al 2023, sono quasi 12.000; le ordinanze che sono state poi effettivamente eseguite che sono circa 1.300, ed anche il numero di immobili acquisiti al patrimonio dell'ente e le ordinanze che non hanno avuto seguito e quindi che sono state inviate all'ufficio del Prefetto».

Sono solo 105 le amministrazioni comuni per lo più di comuni introterra ad aver segnalato gli abusi sul proprio territorio, un dato però raddoppiato dopo il protocollo tra i due soggetti, Legambiente e Regione.

Questione risorse

«Chiediamo insieme con la Regione Calabria al Governo di mettere più risorse a sostegno delle amministrazioni comunali, delle prefetture e delle procure che devono fare demolizioni – ha aggiunto Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Legalità ed Ambiente di Legambiente – La Regione Calabria valuterà anche l'istituzione di un fondo di rotazione specifico per sostenere questi abbattimenti».

Fino in fondo

«Smaltire dopo che si è abbattuto un abuso costa e non sempre i comuni hanno le risorse – ha chiosato il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto –  non sempre i fondi nazionali sono sufficienti, ci si ferma perché non si ha il coraggio di andare fino in fondo, perché spesso l'immobile abusivo è stato realizzato da un proprio elettore o da uno che può essere un proprio elettore».

Infine il fondamentale aspetto delle contromisure. «Tra le proposte – ha anticipato Fontana – c'è anche l’istituzione di un tavolo regionale permanente in cui questo fenomeno non viene analizzato solo ogni tanto ma diventa oggetto di un'attenzione continua».