A Caraffa di Catanzaro, nelle prossime settimane, sarà istituito a scuola lo sportello linguistico dedicato alla parlata arbereshe. Un'occasione che consentirà agli studenti di seguire una serie di lezioni per custodire l'antica lingua ereditata dall'Albania

Un ponte tra passato e futuro, costruito sulla base della parola e dell’identità. Il Comune di Caraffa di Catanzaro compie un passo imporatnte nella salvaguardia delle proprie radici con l’istituzione dello sportello linguistico dedicato alla parlata arbëreshe, che quest’anno varcherà per la prima volta la soglia delle aule scolastiche. L'iniziativa, annunciata con orgoglio da Serena Notaro, Presidente del Consiglio Comunale con delega alla Cultura, segna un’evoluzione rilevante nella gestione dei fondi destinati alle minoranze storiche. Non più solo un presidio istituzionale, ma un’esperienza educativa viva che coinvolgerà direttamente le nuove generazioni.

Fino ad oggi, lo sportello linguistico ha avuto come sede principale il Museo Gangale, cuore pulsante della memoria storica caraffota. La vera novità di questo ciclo di interventi riguarda il coinvolgimento dell’Istituto Sabatini. «I nostri giovani allievi avranno la possibilità di affrontare e di vivere emozionanti lezioni di arbëreshe grazie all'intervento di una docente esperta in lingua», ha dichiarato la presidente Notaro. L’obiettivo è chiaro: trasformare lo studio dell’arbëreshe da nozione teorica a patrimonio esperienziale, permettendo ai ragazzi di riappropriarsi di un codice linguistico che rischia, altrimenti, di restare confinato alla memoria degli anziani.

Il progetto si inserisce nel solco della Legge 482/99, la normativa nazionale che tutela le minoranze linguistiche storiche in Italia. Anche per quest’annualità, il Comune di Caraffa è risultato beneficiario dei finanziamenti previsti. Per la comunità di Caraffa, l'inserimento della lingua identitaria nel curriculum scolastico rappresenta un traguardo di alto valore.  «È un grande motivo di orgoglio per la nostra comunità», ha concluso Notaro, sottolineando come la scuola sia il luogo naturale dove l’eredità dei padri può trasformarsi nello slancio culturale dei figli. Con l'apertura di questo nuovo sportello, Caraffa ribadisce il suo ruolo di custode di una tradizione secolare, dimostrando che l'innovazione didattica può – e deve – camminare di pari passo con la storia.