Tre giorni intensi, partecipati e ricchi di emozioni hanno restituito a Motta Santa Lucia il volto più autentico della propria identità. I festeggiamenti in onore di Sant'Anna hanno saputo intrecciare spiritualità, cultura, musica e memoria collettiva, trasformando il paese in un luogo di incontro tra passato e presente, dove le tradizioni continuano a vivere grazie all'entusiasmo delle nuove generazioni.

Foto di Antonio Pagnotta

Il grande protagonista è stato ancora una volta la storica Ballata dei Ciucci, una delle espressioni più antiche e affascinanti del patrimonio folkloristico calabrese. Le imponenti figure in canna e cartapesta, realizzate secondo un'antica tecnica artigianale e animate dai "ciucciari", hanno attraversato le vie del borgo in una sfilata capace di richiamare residenti, visitatori ed emigrati tornati per l'occasione. Un momento di straordinario impatto visivo ed emotivo, culminato nella suggestiva cornice di Piazza Castello con il tradizionale Ballo Infuocato, simbolo di una ritualità che continua a tramandarsi di generazione in generazione.

A rendere ancora più significativo l'appuntamento è stato il lavoro di approfondimento storico che ha preceduto la manifestazione. Il convegno dedicato alle origini della Ballata dei Ciucci, accompagnato dalla dimostrazione pratica della costruzione delle caratteristiche strutture in canna e cartapesta, ha rappresentato un'importante occasione di divulgazione e valorizzazione della memoria locale. Un'iniziativa che ha restituito dignità storica a una tradizione che appartiene al patrimonio identitario dell'intera Calabria, ricordando quanto sia fondamentale custodire e tramandare conoscenze, gesti e saperi che rischierebbero altrimenti di andare dispersi.

Ma il successo dell'intera manifestazione porta soprattutto il volto e l'entusiasmo di un gruppo di giovani. Il Comitato Festa Sant'Anna, composto da ragazze e ragazzi profondamente legati alla propria comunità, ha dimostrato come l'amore per il proprio paese possa tradursi in impegno concreto, spirito di sacrificio e capacità organizzativa. Per mesi hanno lavorato con dedizione, affrontando ogni aspetto della manifestazione con passione e senso di responsabilità, riuscendo a dare vita a un programma capace di coniugare tradizione e modernità.

In un tempo in cui spesso si raccontano i giovani come distanti dalla vita delle comunità, l'esperienza del Comitato Festa Sant'Anna rappresenta un esempio di segno opposto. È la dimostrazione che esiste una generazione pronta a investire tempo, energie e competenze per custodire le proprie radici, promuovere la cultura del territorio e mantenere vive quelle tradizioni che costituiscono l'anima di un paese. La loro opera va ben oltre l'organizzazione di un evento: è un autentico gesto d'amore verso Motta Santa Lucia, verso la sua storia e verso il patrimonio culturale che la distingue.

La musica ha poi completato un programma capace di coinvolgere pubblici di ogni età. La serata con gli Alibi Live – Vasco Rossi Tribute Band, seguita dal DJ set di Adriana Perulli, ha animato il centro cittadino con entusiasmo e partecipazione, mentre il concerto conclusivo di Mimmo Cavallaro ha regalato un finale coinvolgente, celebrando la musica popolare calabrese e il profondo legame con le radici della regione.

Le foto ufficiali sono a cura di Antonio Pagnotta.

I festeggiamenti dedicati a Sant'Anna hanno così confermato come una comunità possa guardare al futuro senza rinunciare alla propria storia. Quando la ricerca storica, la partecipazione popolare e l'impegno delle nuove generazioni si incontrano, le tradizioni smettono di essere soltanto un ricordo del passato e diventano un patrimonio vivo, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di trasmettere alle generazioni future l'orgoglio di essere parte di una comunità che continua a riconoscersi nella propria cultura.

A loro va il plauso più sincero. Ai giovani del Comitato Festa Sant'Anna spetta il merito di aver dimostrato che il futuro dei piccoli borghi passa anche attraverso il coraggio di chi sceglie di restare, di impegnarsi e di dedicare il proprio tempo alla comunità. Dietro ogni dettaglio della manifestazione c'è stato un lavoro silenzioso, fatto di sacrifici, riunioni, collaborazione e passione, spesso lontano dai riflettori, ma determinante per la riuscita di un evento che ha saputo coinvolgere un intero paese.

Il loro esempio racconta una verità semplice ma preziosa: le tradizioni sopravvivono soltanto quando qualcuno decide di farsene custode. E questi ragazzi hanno scelto di esserlo, con entusiasmo, responsabilità e amore per la propria terra. In un'epoca in cui troppo spesso si parla dei giovani evidenziandone soltanto le fragilità, Motta Santa Lucia offre invece un'immagine diversa, luminosa e profondamente incoraggiante: quella di una generazione che costruisce, che preserva la memoria collettiva e che trasforma il senso di appartenenza in un impegno concreto.

Foto di Antonio Pagnotta

Se la Ballata dei Ciucci continua ancora oggi a emozionare e a raccontare la storia di un popolo, è anche grazie a loro. Perché ogni tradizione ha bisogno di mani che la custodiscano e di cuori che continuino a farla vivere. E a Motta Santa Lucia quei cuori battono con la forza, l'entusiasmo e la straordinaria generosità dei suoi giovani.