Partner sul territorio del centro antiviolenza Angela Morabito è l’università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria che stamane ha ospitato il seminario di presentazione del percorso teorico e pratico
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Riconoscere la violenza sulle donne, che ancora troppo spesso non viene denunciata e che si tende a tenere nascosta, sotto traccia per vergogna o timore di vittimizzazione secondaria o colpevolizzazione, richiede una risposta sempre più qualificata e professionale. Richiede una capacità affinata da competenza, oltre che da sensibilità, in capo a tutte le persone coinvolte nei processi di accoglienza e assistenza, dai centri antiviolenza ai presidi delle forze di polizia, dalle case rifugio alle aule di tribunale.
L’invito della Regione
Quando la vittima è una donna portatrice di fragilità e vulnerabilità come può essere una condizione di disabilità, allora quella risposta di intervento e tutela deve declinarsi in modo specifico anche rispetto a quella condizione. Si tratta di casi in cui il fenomeno è ancora più sommerso per non dire invisibile. Per articolare al meglio questa risposta di tutela la Regione Calabria ha invitato i centri antiviolenza accreditati ad avanzare delle proposte per favorire l’emersione e contrastare la violenza di genere sulle donne con disabilità. Proposte orientate a predisporre interventi innovativi e adeguati sul territorio e a erogare una formazione specialistica e finanziate dalla stessa, nell’ambito del Fondo per le Politiche relative ai Diritti e alle Pari Opportunità.
Forma D, la proposta
Forma D, Formazione Operativa per il Riconoscimento Antiviolenza Disabilità, è la denominazione del progetto proposto dall’associazione Piccola Opera Papa Giovanni Ets, ente gestore del centro antiviolenza e della casa rifugio Angela Morabito di Reggio Calabria. Progetto che è stato finanziato dalla Regione.
Partner accademico sul territorio del centro antiviolenza Angela Morabito è l’università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria che stamane ha ospitato il seminario di presentazione dal titolo: “Istituzioni, Terzo Settore e Università in rete. Oltre violenza e barriere: percorsi integrati per le donne con disabilità”. Il corso di formazione qualificante, con rilascio del titolo di Operatrice dei centri Antiviolenza, sarà infatti inserito, nel prossimo anno accademico 2026-2027, nell’offerta formativa del corso di laurea in Scienze della Società e del Servizio Sociale dell’ateneo.
Violenza ancora più sommersa
«Il corso – ha spiegato Francesca Mallamaci, coordinatrice del centro antiviolenza e della casa rifugio Angela Morabito di Reggio Calabria - sarà aperto alle studentesse del corso e anche alle operatrici dell’associazione Piccola Opera Papa Giovanni, nell’ottica di qualificare e specializzare le future assistenti sociali e anche chi già opera a contatto con le fragilità. La collaborazione con l’università per Stranieri Dante Alighieri qualifica oltremodo questa nostra proposta formativa consistente in un percorso di oltre 120 ore strutturato in due parti. Una prima parte di 60 ore teoriche in Ateneo seguite da altre 60 ore di affiancamento in una sorta di tirocinio che va a tradurre la teoria nella pratica operativa con la trasmissione del know-how delle operatrici che costituiscono l'equipe multidisciplinare del centro.
Riteniamo prioritario intervenire in questo ambito che valutiamo molto a rischio di completa invisibilità. Pensiamo alle ipotesi, per nulla remote, in cui le violenze siano messe in atto dai caregiver che sono accanto alle donne con disabilità per assisterle. Occorre, pertanto, intercettare il fenomeno della violenza di cui non si riesce spesso a parlare, specie in ambiti, come quello della disabilità, in cui le discriminazioni si moltiplicano e rendono più difficile il lavoro di chi deve intercettare e capire come intervenire. Non si può improvvisare. Occorre essere adeguatamente formate».
La coordinatrice del centro antiviolenza e della casa rifugio Angela Morabito di Reggio Calabria, Francesca Mallamaci, è intervenuta in occasione del seminario insieme a Carlo Gelosi, direttore del dipartimento di Scienze della Società e della Formazione d'Area Mediterranea, Elisa Vermiglio, coordinatrice del corso di laurea in "Mediatori per l'Intercultura e la Coesione Sociale in Europa", Roberta Racinaro, formatrice e psicologa psicoterapeuta Piccola Opera Papa Giovanni e con Francesca Stillittano, formatrice e legale del centro Antiviolenza Angela Morabito Piccola Opera Papa Giovanni.
Al passo con le trasformazioni sociali
«L’università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, da sempre si occupa di trasformazioni sociali con un focus sul servizio sociale e su temi specifici spesso non adeguatamente attenzionati, in collaborazione con enti del Terzo Settore. La partnership con la Piccola opera Papa Giovanni, che ringrazio e con la quale collaboriamo da anni, in questa precisa occasione si concentra su una dimensione più nascosta, che emerge con difficoltà e rispetto alla quale c'è una grande domanda di intervento e di tutela da parte del territorio. Insieme possiamo intervenire su questione di grande disagio sociale», ha sottolineato Carlo Gelosi, direttore del dipartimento di Scienze della Società e della Formazione d'Area Mediterranea.
«L’inserimento del corso nell’offerta formativa rappresenta una scelta significativa di investimento sulla formazione specialistica delle future professioniste. Da anni abbiamo attivato già un laboratorio sul tema sulla violenza di genere, per i nostri studenti in collaborazione con il territorio o istituzioni con gli enti del terzo settore. Siamo convinti che così debba procedersi per espletare la Terza Missione, accanto a quella della didattica e della ricerca e formazione.
La violenza di genere nei confronti di donne con maggiori vulnerabilità, come la disabilità, crediamo sia un ambito in poter offrire il nostro significativo contributo», ha sottolineato Elisa Vermiglio, coordinatrice del corso di laurea in Scienze della società e del Servizio sociale.
La sinergia con la Mediterranea
«Stiamo approntando il percorso anche con l’università Mediterranea di Reggio Calabria dove sarà proposto come corso post laurea rispetto al ciclo dedicato alle Scienze della Formazione, sempre con il rilascio del titolo di Operatrice del centro Antiviolenza. L'Ateneo si è detto anche disponibile ad aprirlo o comunque a veicolare l'informazione alle studentesse del terzo anno sia della laurea triennale che della laurea magistrale», ha concluso Francesca Mallamaci, coordinatrice del centro antiviolenza e della casa rifugio Angela Morabito di Reggio Calabria.





