“Vibo non si divide” è l’iniziativa targata La tazzina della legalità, dedicata al contrasto alla criminalità organizzata. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione anche quando si spengono i riflettori, promuovendo partecipazione, responsabilità e vicinanza alle vittime delle intimidazioni mafiose
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«Ci sono momenti nei quali non basta indignarsi. Non basta un post sui social, un articolo di giornale, una dichiarazione di solidarietà o una fotografia istituzionale nelle prime 48 ore dopo un attentato. Perché la 'ndrangheta vive della paura e del silenzio quotidiano. Ed è proprio nella quotidianità che bisogna combatterla». È questo il messaggio che accompagnerà la prossima tappa della Staffetta della legalità de “La tazzina della legalità”, che nel mese di settembre farà tappa a Vibo Valentia, con un appuntamento dal titolo: Vibo non si divide.
L’iniziativa
Un titolo che vuole essere anche un manifesto: di fronte alla 'ndrangheta non possono esistere divisioni, calcoli, appartenenze o convenienze.
«Gli ultimi attentati e gli episodi che hanno nuovamente colpito aziende, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni – scrive l’associazione promotrice dell’iniziativa - dimostrano che il fenomeno mafioso è tutt'altro che sconfitto. E dimostrano, ancora una volta, quanto sia necessario mantenere i riflettori accesi non soltanto quando accade qualcosa, ma ogni giorno».
In questo contesto, «La tazzina della legalità vuole stare dalla parte di chi ha scelto di non piegarsi, di chi ha denunciato, di chi ha avuto il coraggio di dire No alla prepotenza mafiosa, spesso pagando un prezzo personale, familiare ed economico altissimo. Non vogliamo passerelle. Vogliamo presenza. Non vogliamo soltanto solidarietà. Vogliamo sostegno concreto».

Per questo la tappa di Vibo Valentia sarà costruita coinvolgendo Istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, politica, Chiesa, associazioni, mondo imprenditoriale, scuola, società civile e soprattutto cittadini: «Abbiamo già avviato un dialogo con alcune istituzioni del territorio che hanno manifestato la propria disponibilità ad affiancarci e a condividere questo percorso. Un segnale importante che ci auguriamo possa trasformarsi in una partecipazione ampia e trasversale. L'obiettivo – spiegano i promotori della Staffetta - è semplice e ambizioso allo stesso tempo: mettere insieme una comunità che non lasci sole le vittime e che faccia sentire la propria presenza accanto a chi denuncia. La nostra idea di legalità non è fatta di commemorazioni occasionali. È fatta di responsabilità, partecipazione e concretezza».
L’appello
Da Vibo viene lanciato un appello all’intera comunità: «Non aspettate il prossimo attentato per indignarvi. Non aspettate il prossimo incendio per accendere i riflettori. Non aspettate le prossime 48 ore per pubblicare un post. Scendiamo in campo prima, durante e soprattutto dopo. Perché sostenere chi denuncia significa esserci quando i riflettori si spengono, quando i giornalisti vanno via, quando i social smettono di parlarne e quando una vittima deve continuare a vivere, lavorare e guardare avanti».
La Staffetta della legalità vuole essere proprio questo: «un percorso di presenza e di responsabilità che attraversa i territori e costruisce una rete di persone e istituzioni capaci di non lasciare indietro nessuno. A Vibo Valentia – concludono i promotori - vogliamo dimostrare che la 'ndrangheta può dividere, intimidire e condizionare, ma non può decidere chi siamo».

