Esattamente un mese dopo quella notte drammatica del 13 febbraio, quando la furia cieca del fiume Crati ha rotto gli argini travolgendo la Piana di Sibari, il fango lascia finalmente il posto alla speranza più pura. Il quartiere Lattughelle di Cassano allo Ionio porta ancora i segni profondi di un’alluvione che ha costretto intere famiglie a un’evacuazione repentina, sommergendo abitazioni, stalle e pregiati agrumeti sotto una coltre densa di detriti e melma. In quei giorni terribili, l’esondazione ha seminato un senso di impotenza totale, trasformando il paesaggio agricolo in uno scenario spettrale dove l'acqua sembrava aver cancellato ogni prospettiva di futuro e ogni certezza per gli abitanti.

Eppure, proprio da quella terra ferita e ancora impegnata nelle difficili operazioni di bonifica, arriva una notizia che profuma di rinascita e restituisce il sorriso a un’intera comunità provata. Il 13 marzo 2026 è nata Rebecca, la prima bambina venuta alla luce in contrada Lattughelle dopo il disastro naturale. La coincidenza temporale appare quasi come un segno del destino, poiché la piccola ha emesso il suo primo vagito esattamente trenta giorni dopo il momento esatto in cui il fiume ha invaso i terreni, portando via con sé il lavoro di una vita e la serenità di centinaia di persone.

Il Comune di Cassano allo Ionio ha voluto condividere questa gioia immensa attraverso i propri canali ufficiali, accompagnando l’annuncio con un messaggio semplice ma estremamente potente che recita come la vita vinca sempre, anche sopra le macerie e l’incertezza del domani.

Sibari, la prima nata dopo l’alluvione del 13 febbraio

Il sindaco Gianpaolo Iacobini ha voluto far sentire la propria voce rivolgendo auguri affettuosi alla piccola e ai suoi coraggiosi genitori, Giovanni Attilio Praino e Milena Mortati. Il primo cittadino ha ribadito la vicinanza dell’amministrazione e di tutta la cittadinanza cassanese che vede in questo lieto evento il simbolo più autentico della propria resilienza. In un territorio che ha conosciuto settimane di angoscia, fatica e isolamento, questa nascita rappresenta la bandiera di una ripartenza che non vuole fermarsi davanti alle difficoltà burocratiche o ai danni materiali.

Il nome scelto per la neonata racchiude inoltre una suggestione spirituale e letteraria molto profonda. Se nella Bibbia Rebecca è la donna che al pozzo offriva acqua e ristoro ai viandanti stanchi, oggi a Lattughelle quel nome assume una valenza speculare. Dopo un fiume che ha portato solo spavento e fango, la piccola Rebecca torna a ricordare a tutti che l’acqua, nella sua essenza più profonda, sa essere anche sorgente di vita, nutrimento e promessa di un nuovo, luminoso inizio.