In una Calabria dove la crisi economica morde con ferocia e il costo della vita è diventato per molti un ostacolo insormontabile, la Fondazione antiusura "San Matteo Apostolo" ETS si conferma come un presidio fondamentale di legalità e dignità umana. Nata nel 1996 per volontà di Mons. Andrea Mugione, l'Ente Filantropico ha saputo negli anni tessere una rete capillare che oggi copre tutte le 12 diocesi della regione, estendendosi da Mormanno fino a Reggio Calabria. Abbiamo approfondito le sfide e i numeri di questa realtà con il presidente Roberto Enrico Barletta, recentemente confermato Coordinatore regionale delle Fondazioni Antiusura della Calabria dalla Conferenza Episcopale Calabra.

La missione della Fondazione è dare risposte concrete a chi non vede più una via d'uscita. «Le nostre realtà cercano di dare risposte al crescente bisogno delle famiglie che, a causa della crisi economica e del costo della vita sempre più insostenibile, non riescono più a far fronte ai propri impegni» spiega Barletta. «Noi operiamo su tutto il territorio regionale; abbiamo centri di ascolto distribuiti ovunque, dove incrociamo il bisogno delle persone per garantire loro una vita serena e dignitosa.» I numeri del 2025 confermano l'intensità di questo impegno, sono state ben 1.328 le ore-uomo dedicate esclusivamente all'ascolto tra personale e volontari. Nel solo anno trascorso, sono state aperte 46 nuove pratiche istruttorie, portando il totale dei prestiti erogati dall'inizio dell'attività alla cifra record di 942, per un volume finanziario complessivo che supera i 20 milioni di euro.

Analizzando le cause del sovraindebitamento, emerge un dato allarmante che non è più una sorpresa, purtroppo: «Non c'è bar nella nostra regione che non permetta l'utilizzo di slot machine,» denuncia il Presidente. «Molte famiglie rimangono schiacciate. Si inizia distruggendo il patrimonio familiare e poi si va a caccia di soldi anche al di fuori del circuito legale. A quel punto si diventa vittime di usurai e i problemi diventano insormontabili.»

Per attivare il supporto della Fondazione, il canale privilegiato è quello della Chiesa locale. Oltre alla sede operativa di Cassano, sono attivi centri di ascolto a Castrovillari, Corigliano-Rossano e Reggio Calabria. «Collaboriamo con tutti gli uffici Caritas delle 12 diocesi calabresi» precisa Barletta. «Lavoriamo a stretto contatto con la rete della Chiesa e con i parroci. Per intervenire, le persone devono essere meritevoli della nostra fiducia.» L'intervento della Fondazione non è solo morale ma tecnico-finanziario. Grazie al Fondo Statale di Prevenzione (Legge 108/96), che al 31 dicembre 2025 vantava una consistenza di oltre 8 milioni di euro, l'ente fornisce le garanzie necessarie affinché le famiglie possano accedere al credito legale presso banche convenzionate come BCC Mediocrati, Banca Mediolanum e BdM Banca. Intervenire tempestivamente è la chiave per evitare il baratro, ma la Fondazione non dimentica chi è già caduto vittima del crimine. L'ente si costituisce regolarmente parte civile nei processi per usura ed estorsione, come avvenuto recentemente nei tribunali di Catanzaro e Crotone, sostenendo le vittime nella denuncia e nell'accesso al Fondo di Solidarietà ex Legge 44/99. «Cerchiamo di intercettare il fenomeno all'inizio - conclude Barletta –, notiamo spesso un uso disinvolto di molte finanziarie. Gli organi di controllo dovrebbero vigilare con maggiore rigore affinché il credito venga erogato in maniera coerente con la normativa.»

La "San Matteo Apostolo" continua così la sua opera silenziosa, dimostrando che, con un patrimonio netto di circa 160.000 euro e la dedizione di 15 volontari e 2 storici dipendenti, è possibile costruire un'alternativa concreta all'illegalità, offrendo non solo denaro, ma una via per riconquistare la libertà.