« Fortunatamente non si registrano né vittime né feriti: fondamentale il tempestivo lavoro di informazione e le misure di prevenzione adottate nei giorni precedenti l'arrivo della tempesta. La macchina dei soccorsi ha funzionato e sta funzionando perfettamente. Desidero ringraziare la Protezione Civile regionale - che si conferma una delle migliori del Paese - e il suo direttore generale, Domenico Costarella, i Vigili del Fuoco, tutte le Forze dell'Ordine, i volontari, i sindaci dei Comuni colpiti, e la popolazione che ha seguito con attenzione le indicazioni delle autorità competenti senza mettere a rischio la propria incolumità». Così il presidente della giunta regionale Roberto Occhiuto ieri mattina nelle ore immediatamente successive al ciclone Harry. Una nota che il presidente ha dettato da Milano.

Occhiuto era partito la mattina presto dall'aeroporto di Lamezia Terme per andare nella città meneghina dove era atteso alla presentazione del libro del direttore del Foglio, Claudio Cerasa “L’antidoto” . Mentre in Calabria c'era poco da essere ottimisti vista la furia del mare che faceva sbriciolare i lungomare come biscotti nel latte e mentre diverse famiglie venivano evacuate per motivi di sicurezza, a Milano si parlava di ottimismo.

L'idea del libro, ripresa da Occhiuto con Giuseppe Sala e Ilaria Salis, è che raccontare quello che non va produrre “l'industria del Rancore” che poi “nutre il populismo” (maschio assoluto) e mette in moto “l'ingranaggio della Gogna”. Allora vai di ottimismo e serenità. A questo proposito Occhiuto lanciava ramoscelli d'ulivo anche a Tajani, negando di non voler fare nessuna scalata a Forza Italia e che in fondo, il buon Antonio, gli va benissimo come segretario nazionale.

Ora non vorremo fomentare l'industria del rancore o quella dei gufi (il copyright è dello stesso Occhiuto), ma l'assenza di vittime o feriti ci pare un risultato minimo. Il vero problema è la prevenzione, e quindi mitigare il rischio idrogeologico. In caso contrario è ovvio che ad ogni onda di maltempo i rischi che corrono i calabresi sono tantissimi.

Ne abbiamo avuto dimostrazione nella diretta di “Buongiorno in Calabria” con i cittadini di Longobucco che si sono riuniti in assemblea permanente nella sala consiliare per chiedere tre cose: sanità, mobilità e lavoro . Lasciando per un attimo da parte la sanità, quello della mobilità è il problema centrale. Il ponte sul fiume Trionto è crollato quasi tre anni fa per la piena del fiume che ha eroso praticamente i pilasti ei lavori, da parte di Anas, non sono ancora iniziati. Sulle altre strade, alcune realizzate dagli operai dell'ex Ersac e oggi di proprietà di nessuno, c'è la minaccia costante di frane. Il Governo per la messa in sicurezza del comprensorio ha stanziato tre milioni e mezzo di euro per tre progetti complessivi (uno dei quali riguarda proprio la messa in sicurezza del Trionto). Di questi tre interventi, finanziati nel 2009, solo uno è stato cantierizzato.

Purtroppo Longobucco non è un caso isolato. I numeri degli interventi sul dissesto idrogeologico sono impietosi. Basta andare sul sito OpenCoesione. Il Governo ha stanziato 502 milioni di euro per oltre 400 progetti. Lo stato attuale è che solo il 4% dei progetti sono stati conclusi e solo il 2% è stato liquidato. C'è poi un 1% di progetti nemmeno avviati e il restante 94% sono progetti in corso. Insomma dopo anni se non siamo all'anno zero, quasi.

Ovviamente la Calabria anche su questo versante è commissariata. Il commissario è il commercialista cosentino Giuseppe Nardi, lunga militanza politica nell'Udc, che da sempre fa parte dei più fidati collaboratori di Occhiuto (fu dirigente al Comune di Cosenza con Mario Occhiuto sindaco).

Allora se questi sono i numeri non possono bastare rallegrarsi per l'assenza di vittime. La furia del maltempo ha spazzato via attività commerciali in cui le famiglie hanno investito una vita; ha distrutto piazze e lungomari; ha costretto le famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni.

Dopo sei anni di Governo del centrodestra forse si dovrebbe portare anche un consuntivo di quanto fatto per prevenire alcuni fenomeni che in Calabria sono certo acutizzati dall'abusivismo edilizio. Anche su questo, magari si potrebbe condurre una lotta. Non basta indicare gli ottimi professionisti della Prociv calabrese come i migliori d'Italia. Servire prevenzione. Non ce ne vogliano gli amici che incitano all'ottimismo sempre e comunque.