Dopo gli ottimi risultati della graduatoria sulle università, il Rettore spinge sulla necessità di proseguire nella strada tracciata. E sul basso punteggio dell’occupabilità: «È la cosa su cui stiamo lavorando di più in concerto con gli altri attori del territorio»
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Ai cubi non serve indossare il vestito buono. L’Università della Calabria si conferma eccellenza nazionale per il terzo anno consecutivo, conquistando ancora una volta il primo posto fra i grandi Atenei nella classifica Censis. Una notizia che ormai non fa più notizia, visto che l’istituzione di Arcavacata è ormai da tempo ai vertici delle graduatorie sull’istruzione accademica. Gongola, e non potrebbe essere altrimenti, il Magnifico Rettore Gianluigi Greco, che dopo aver raccolto il testimone da Nicola Leone ha continuato il potenziamento dell’Unical.
«Le dinamiche della classifica Censis – dichiara ai nostri microfoni il Rettore – sono molto chiare: la nostra università è prima di gran lunga rispetto alla seconda classificata per i servizi. Questo significa che il nostro è il campus più importante d’Italia per quanto riguarda la vita degli studenti, la vita universitaria, le dimensioni relazionali e tutte le offerte dei servizi che riusciamo a erogare».
Bene servizi e borse di studio, male l’occupabilità: «Ma continuiamo a lavorarci»
Un punteggio di 110 nei servizi, ottenuto grazie anche a una realtà come quella del campus universitario fortemente voluto dal primo rettore, Beniamino Andreatta, un unicum in Calabria e una rarità in Italia, visto che l’idea fu strutturare un Ateneo sul modello anglosassone. 109 il punteggio sulle borse di studio, altra eccellenza condivisa con la Mediterranea di Reggio Calabria e l’UMG di Catanzaro. C’è però una macchia, neanche troppo piccola, che un po’ fa storcere il muso: il punteggio più basso d’Italia per quanto riguarda l’occupabilità nel suo campo. Un problema che la governance di Gianluigi Greco ha messo in cima al proprio programma.
«Rispetto al tema dell’occupabilità – spiega il numero uno del cubo 25 b – ci sono dei segnali interessanti: è chiaro che tutto ciò che mettiamo a disposizione degli studenti permette loro di formarsi ad altissimo livello, ma dobbiamo continuare a lavorare soprattutto a livello di relazioni sul territorio». Questo per permettere a quanti più giovani laureati di inserirsi nel tessuto lavorativo calabrese: «Da questi legami parte la possibilità di creare occupazione e posti di lavoro per la regione: nel lungo orizzonte temporale – aggiunge Greco – il nostro obiettivo è riuscire a invertire la rotta e stiamo facendo molto sull’occupazione. È vero, è il parametro che ci vede più dietro, ma è anche quello sul quale stiamo lavorando di più e insieme con gli altri attori del territorio che – conclude – vogliono il bene della nostra terra».



