Il muro è stato alzato dal Polo tecnico professionale “Barlacchi-Lucifero”: «Commemorare 94 vittime, 34 minori, non è propaganda ma dovere morale e civile. Ci auguriamo che l’istituto voglia riconsiderare la propria posizione»
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A quasi tre anni dal naufragio di Naufragio di Cutro, che il 26 febbraio 2023 strappò la vita a 94 persone al largo delle coste calabresi, la memoria torna al centro di una polemica. A Crotone, l’Istituto Polo Tecnico Professionale “Barlacchi – A. Lucifero” ha negato l’autorizzazione allo svolgimento di un’iniziativa di ricordo e commemorazione promossa da Cgil e Flc Cgil Calabria.
Una decisione che le organizzazioni sindacali definiscono senza mezzi termini «un fatto grave e profondamente incomprensibile». L’iniziativa, spiegano le segreterie regionali, «nasceva con l’intento di offrire alla comunità scolastica un momento di riflessione civile e umana su una delle più dolorose tragedie che hanno colpito il nostro territorio e l’intero Paese: 94 vittime accertate, tra cui 34 minori. Numeri che non sono statistiche, ma vite spezzate, famiglie distrutte, diritti negati».
La motivazione ufficiale addotta dall’Istituto sarebbe stata la “mancanza di contraddittorio”. Un argomento che Cgil e Flc Cgil Calabria respingono con una domanda diretta: «Di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio? Chi potrebbe legittimamente porsi in opposizione al ricordo di 94 persone morte in mare, tra cui decine di bambini?».
Nel comunicato, le segreterie richiamano il ruolo costituzionale della scuola: «La scuola è presidio di formazione critica, di educazione civica, di costruzione della memoria collettiva. Negare uno spazio di riflessione su un evento che ha segnato profondamente la comunità crotonese e la coscienza democratica del Paese significa sottrarre agli studenti un’occasione preziosa di approfondimento, consapevolezza e responsabilità». E ancora: «Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda. È un dovere morale e civile. È esercizio di umanità».
Per Cgil e Flc Cgil Calabria «la memoria delle vittime del naufragio di Cutro non può essere oggetto di bilanciamenti formali che ne svuotino il significato». La richiesta avanzata all’istituto, sottolineano, era «finalizzata esclusivamente a promuovere un momento di raccoglimento e confronto sui valori della solidarietà, dell’accoglienza, del rispetto della vita umana».
Da qui l’auspicio finale: «Ci auguriamo che l’Istituto voglia riconsiderare la propria posizione, restituendo alla scuola il ruolo che le compete: luogo aperto al dialogo, alla coscienza critica e alla memoria condivisa».
La chiusura è netta: «La tragedia di Cutro appartiene alla storia recente del nostro territorio. Ignorarla o trattarla come materia divisiva significa smarrire il senso più profondo della funzione educativa. La memoria non ha bisogno di contraddittorio. Ha bisogno di rispetto».

