L’iniziativa per celebrare la giornata della pace realizzata in sinergia con Unindustria, Ance e Maranathà Onlus. I fondi inviati al cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme
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In occasione della 59ª Giornata Mondiale per la Pace, la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea ha voluto compiere un concreto segno di pace e di solidarietà, a conclusione del Giubileo della Speranza.
Nella giornata di ieri, informa una nota della Diocesi, il vescovo Attilio Nostro ha inviato al cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, un contributo economico complessivo di 35.000 euro, destinato ai bambini e alle famiglie della Holy Family Parish di Gaza, duramente colpiti dalle conseguenze del conflitto in corso.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e tre importanti realtà del territorio calabrese: Unindustria Calabria, Ance Calabria e Comunità Maranathà Onlus, che hanno scelto di unire le proprie forze in un gesto concreto di solidarietà e vicinanza fraterna verso la popolazione della Terra Santa.
Nel messaggio di accompagnamento indirizzato al Patriarca Pizzaballa, il Vescovo ha scritto: «Con questo piccolo gesto di carità desideriamo portare un po’ di conforto ai bambini di Gaza, segnati da sofferenze troppo grandi per la loro età. Continuiamo a pregare per Lei e per la pace».
Il contributo, inviato nell’ultimo giorno del 2025, rappresenta un segno tangibile della solidarietà della Chiesa calabrese, in dialogo con il mondo imprenditoriale e associativo, nei confronti delle popolazioni della Terra Santa.
Monsignor Nostro - continua la nota - ha inoltre espresso un sentito ringraziamento ai parroci e alle comunità parrocchiali della Diocesi, sottolineando che la somma è frutto della raccolta missionaria annuale, segno concreto della generosità e della partecipazione dei fedeli.
«All’inizio del nuovo anno civile – conclude il comunicato - questo gesto intende riaffermare che la speranza, tema centrale dell’Anno Giubilare, si traduce in responsabilità e azioni concrete, soprattutto a favore di chi rischia di perderla a causa della guerra e della sofferenza».

