Momenti di forte tensione nella Casa circondariale di Catanzaro, dove una violenta protesta sarebbe stata messa in atto dai detenuti del reparto “Rete omogenea”. A denunciare quanto accaduto è il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano, che parla di una situazione estremamente grave e non esclude possibili interessi della criminalità organizzata dietro i disordini.

Secondo quanto riferito dal sindacalista della polizia penitenziaria, i detenuti avrebbero preso il controllo di una sezione dell’istituto, devastando impianti e strutture interne.

«È rientrata nella normalità la grave situazione di tensione registratasi nella Casa circondariale dove i detenuti avevano dato vita a una violenta azione di protesta, impossessandosi di una sezione, devastando i sistemi di videosorveglianza e provocando ingenti danni generici alla struttura e ai beni dell’amministrazione», afferma Montesano.

Il dirigente sindacale sottolinea come soltanto l’intervento del personale abbia evitato conseguenze peggiori. «Solo la straordinaria professionalità e il sangue freddo della polizia penitenziaria hanno evitato il peggio. Fortunatamente non si registrano feriti tra gli agenti e i facinorosi sono stati già trasferiti in altre sedi».

L’episodio, secondo l’Osapp, confermerebbe criticità già denunciate nelle scorse settimane durante una visita ispettiva all’interno dell’istituto penitenziario catanzarese.

«Quanto accaduto a Catanzaro conferma drammaticamente ciò che come Osapp avevamo denunciato pubblicamente proprio in occasione di una nostra recente visita ispettiva nell’istituto», sostiene ancora Montesano, che punta l’attenzione sulla violenza dell’azione messa in atto dai detenuti.

«La furia dei detenuti, in larga parte extracomunitari, che oltre alle telecamere ha preso di mira suppellettili e strutture della sezione, dimostra una totale sfrontatezza. Ma l’aspetto più allarmante è che non si esclude affatto un preciso interessamento della criminalità organizzata, intenzionata a sfruttare queste frange per destabilizzare un sistema gestionale e securitario già estremamente debole e ridotto ai minimi termini».

Nel mirino del sindacato anche il sistema della cosiddetta sorveglianza dinamica, ritenuto non adeguato rispetto alle attuali condizioni operative.

«Resta inoltre da capire se i sistemi di quella sorveglianza dinamica, da noi sempre contestata in queste condizioni operative, fossero realmente funzionanti. La realtà dei fatti è che le donne e gli uomini del Corpo in Calabria sono esposti a rischi geopolitici e criminali gravissimi, quotidiani e non più tollerabili», aggiunge il segretario generale aggiunto dell’Osapp.

Dopo i disordini, il sindacato ha annunciato la richiesta di un incontro urgente con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo un piano straordinario per il sistema penitenziario calabrese.

Secondo Montesano, infatti, «servono interventi strutturali e urgentissimi per mettere in sicurezza gli operatori» e l’Osapp solleciterà il Governo ad adottare «un piano straordinario per la Calabria».