Moda. C'è chi la segue, chi la fraintende, chi la studia. Che cos'è per te?
Per me la moda è una forma d'arte: non è mai fine a se stessa, ma nasce come strumento di espressione personale. Ogni individuo è unico, ed è proprio nella diversità che risiede la vera bellezza. Per questo credo che un capo deve saper rappresentare chi lo indossa, diventando un linguaggio silenzioso capace di raccontare al mondo la propria identità.

Le tue collezioni raccontano una femminilità forte ed elegante, ma che va oltre gli stereotipi. Come definiresti il ​​tipo di donna che rappresenti con i tuoi abiti?
Amo le donne e, soprattutto, desidero farle sentire a proprio agio. Non c'è niente di più bello di una donna che si sente libera di essere sé stessa, anche attraverso ciò che indossa. Nella mia esperienza ho spesso riscontrato il timore di osare. I miei abiti nascono per la donna, non per un'idea di donna. Sono pensato per farla sentire a proprio agio abbracciando anche le sue insicurezze, dandole il coraggio di osare e, di conseguenza, sentirsi bene, sicura, sensuale. Credo che non ci sia nulla di più sensuale di una donna che sta bene con sé stessa e con la sua unicità. È un punto d'arrivo, non di partenza.

Molto giovane, ti sei ritrovata ad arricchire l'accreditato showcase di Moda Movie con un'intera collezione, misurandoti fin da subito con qualcosa di grande. Con quale spirito hai affrontato questa sfida?

Moda Movie è stato il mio trampolino di lancio. Vedere le mie creazioni prendere forma è stata un’emozione indescrivibile, che rivivo ancora oggi al solo ricordo. Emozione arricchita dalla presenza di mia zia, mia sostenitrice da sempre, e delle mie amiche più strette dell’epoca. Un’esperienza meravigliosa per la quale ringrazio Sante Orrico che, da ormai trent’anni, continua a offrire infinite opportunità a tanti giovani in una terra che, purtroppo, spesso spinge a cercare fortuna altrove.

“Curiosità” è la tua parola preferita. Perché ha così tanto valore per te?
La curiosità è una costante della mia vita: fa parte di ciò che sono. Mi affascina tutto ciò che mi circonda e l’idea di crescere, attingendo a ogni forma di conoscenza che possa aiutarmi a evolvermi. Non è sempre facile, nella frenesia quotidiana, ma credo che ognuno di noi dovrebbe preservare quella curiosità che arde nel cuore dei bambini. È sete di scoperta, di conoscenza, di crescita. Nella vita, come nella moda.

Hai portato le tue creazioni in contesti nazionali e internazionali, fino alla Gambia International Fashion Week. Cosa ci racconti di questa esperienza?
La Gambia International Fashion Week è stata un’esperienza unica e profondamente formativa. Vedere le mie creazioni sfilare davanti a un pubblico internazionale e confrontarmi con designer provenienti da realtà diverse mi ha arricchita non solo professionalmente, ma anche umanamente. C'è ancora tanto da imparare e, come ripeto spesso, ogni traguardo arriva step by step.

In che modo viaggi, contaminazioni culturali e nuove identità influenzano oggi la tua ricerca stilistica?
Viaggiare rappresenta uno strumento prezioso per la mia ricerca stilistica. È una forma continua di crescita, perché permette di osservare stili diversi, uscire dal nostro “piccolo guscio” e aprire lo sguardo verso una realtà molto più ampia e stratificata.
Il viaggio, così come l’incontro con l’altro, è per me una forma essenziale di crescita e trasformazione. Non parto quasi mai da un’idea rigidamente definita, se non quando lavoro su un progetto specifico e imminente. Preferisco lasciarmi trasportare, senza restrizioni, permettendo alle contaminazioni culturali e al confronto di guidare il processo creativo.

Guardando ai tuoi successi e ai nuovi obiettivi che ti impegnerai a realizzare, c’è qualcuno che senti di ringraziare per il supporto?
Più che ai successi, preferisco pensare alle esperienze vissute. Il primo ringraziamento va alla mia famiglia, che mi sostiene in ogni occasione, spingendomi a dare sempre il meglio. In particolare Giulia, mia sorella minore, è spesso colei che mi aiuta a riflettere e ad andare nella giusta direzione. Sento, poi, di ringraziare Christian e Fabiola, colleghi ed amici con cui ho condiviso tanto, augurandomi che sia solo l'inizio di una lunga serie di avventure.

Oggi, Emily Loiacono – formatasi all'Accademia New Style di Cosenza – parla di crescita e di valorizzazione della terra in cui è nata, dopo aver stabilizzato a Soverato. Un sogno custodito con cura - concreto, pur consapevole del tempo che richiederà per la realizzazione - guida il suo percorso quotidiano. Nel frattempo, il focus resta chiaro: continuare a formarsi, fare esperienza sul campo e costruire, passo dopo passo, le basi giuste per realizzarlo.