La raccolta firme dell’Associazione Luca Coscioni per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” sul fine vita in Calabria non si ferma.

Dopo aver raggiunto in appena due mesi le 5.000 firme necessarie per presentare la proposta, la mobilitazione è proseguita e ha già toccato quota 8.500 firme, ben 3.500 in più rispetto alla soglia richiesta. Le sottoscrizioni raccolte, insieme a quelle che arriveranno entro la fine di settembre, saranno depositate in ottobre.

Anche la Calabria, dunque, ha raggiunto e ampiamente superato l’obiettivo necessario per portare in Consiglio regionale la proposta di legge volta ad assicurare alle persone che ne hanno diritto procedure certe e tempi senza ingiustificati ritardi per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita.

Il risultato – si legge in una nota dell’associazione - arriva in concomitanza con l’approvazione della stessa proposta di legge in Veneto, che punta a garantire l’effettiva applicazione di quanto stabilito dalla sentenza n. 204 del 2025 della Corte costituzionale. Sono ora quattro le Regioni che hanno scelto di disciplinare la materia: Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto.

Con la sentenza n. 204 del 2025 e, successivamente, con la sentenza n. 148 del 2026, depositata il 24 luglio scorso, la Corte costituzionale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare le modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire nelle materie penale o civile.

A dichiararlo è il Comitato promotore della proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni, composto da Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola.

«Le persone in Calabria continuano a firmare: questo dimostra quanto sia forte e trasversale la richiesta dei cittadini calabresi. È un’adesione straordinaria che rafforza la nostra richiesta di garantire, nell’ambito delle competenze regionali, l’effettivo esercizio di un diritto già riconosciuto», afferma l’Associazione Luca Coscioni.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma punta a rendere concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe e tempestive per la verifica dei requisiti, uniformità di applicazione su tutto il territorio regionale e trasparenza e responsabilità da parte delle aziende sanitarie.