Il segretario generale di Magistratura democratica e procuratore aggiunto di Reggio Calabria usa i numeri per contraddire la necessità di separare le carriere: «Servirebbe semmai aumentare l’organico dei gip, ma quello costa e i governi preferisco riforme gratis»
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«Le assoluzioni sono nel 45% dei casi, quindi i giudici non sono affatto sulle posizioni del pubblico ministero. Il problema è che il gip, a fronte di un carico di lavoro enorme, preferisce fare un rinvio a giudizio che non deve motivare rispetto a una sentenza di proscioglimento che invece deve essere motivata. Ma allora il gip decide in un modo o in un altro non perché è nella stessa carriera del pubblico ministero. Piuttosto perché in realtà per tre pm, quando va bene, c'è un solo giudice». Lo ha dichiarato il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, e segretario generale di Magistratura democratica, Stefano Musolino, nel corso di un incontro sul tema organizzato a Reggio Calabria dal sindacato di polizia Siulp. «Se vogliamo risolvere questo problema non dobbiamo separare le carriere. Dobbiamo - ha proseguito - aumentare l'organico dei gip, magari per riportare i numeri della magistratura italiana ai numeri delle magistrature europee e garantire perciò maggiore qualità. Ma questo non c'entra niente con la separazione delle carriere. Questo c'entra con una riforma di aumento degli organici che prevede delle spese». «E quando c'è un problema è più facile inventarsi una norma che dà un'apparente risposta al problema a costo zero. Non questo governo, ma tutti i governi sono stati maestri di queste cose», ha osservato.

