Un Capodanno da incorniciare, ma non per tutti. A Vibo Valentia il 2026 si è aperto sotto il segno della musica e dell’impegno civile con il concerto dei Modena City Ramblers, storico gruppo italiano espressione del folk-rock e del cosiddetto combat. La band emiliana si è esibita ieri sera in piazza Martiri d’Ungheria, con alle spalle Palazzo Luigi Razza e davanti a un folto pubblico che ha resistito a temperature vicine allo zero.

Un concerto segnato da sonorità folk irlandesi, rock e contaminazioni punk, testi legati a temi sociali, memoria storica e libertà, riferimenti costanti alla Resistenza e ai partigiani. Elementi che hanno acceso il pubblico presente, dal quale nel corso della serata si sono innalzate bandiere di Rifondazione comunista, dei Giovani comunisti e della Palestina. Tra una canzone e l’altra non sono mancate le frecciatine contro il Ponte sullo Stretto («Non serve a una min…») e il Governo Meloni («La Liberazione ha compiuto 80 anni ma non se n’è sentito parlare molto, chissà perché…»). E ancora, i brani che parlano dei migranti morti in mare in cerca di una vita migliore e dei volontari delle Ong impegnate nel Mediterraneo. La dedica a Carlo Giuliani e Stefano Cucchi. E il grido «Palestina libera!» sul finire di “Bella ciao”, che – lasciata per ultima - ha fatto ballare la piazza insieme a “I cento passi”, inno antimafia sulla storia di Peppino Impastato.

Un concerto – che per il gruppo emiliano ha rappresentato la tappa finale del tour Appunti resistenti – dalla marcata connotazione politica e destinato sicuramente a far discutere. Del resto le polemiche si erano già scatenate prima dell’appuntamento di ieri sera in piazza Municipio. «Domani qualcuno non sarà contento. Lo sappiamo, lo sappiamo… abbiamo letto», ha detto dal palco il frontman Davide “Dudu” Morandi. «Diranno che è stata una serata divisiva, contro i fascisti. Ma il nostro è un Paese antifascista», ha sottolineato tra gli applausi del pubblico.

Dopo l’annuncio della serata, ai primi di dicembre, fra i primi a intervenire era stata l’ex sindaca di Vibo Maria Limardo, la quale aveva parlato di scelta «irrispettosa verso la comunità e verso chi non si riconosce in certe posizioni». «Usare soldi pubblici per una scelta così divisiva è irresponsabile. Il sindaco asseconda le pressioni della componente più estrema della sua coalizione», aveva denunciato puntando il dito contro Romeo. In difesa della linea dell’amministrazione aveva risposto il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Francesco Colelli, ribadendo che antifascismo e antimafia non sono temi divisivi e sottolineando come si tratti di valori costituzionali parte integrante della proposta artistica dei Ramblers, rappresentando una scelta «coraggiosa» per la città.

Ieri sera dal palco, al termine del concerto, è intervenuto lo stesso sindaco di Vibo Enzo Romeo che ha voluto ringraziare i Modena City Ramblers «per il loro messaggio che sottolinea valori come democrazia, libertà e pace». Quindi il grazie allo stesso consigliere Colelli (con delega allo Spettacolo) e all’assessore alla Cultura Stefano Soriano, e gli auguri ai vibonesi: «Che il 2026 sia foriero di grandi cose, ma per farle abbiamo bisogno di tutti voi».