Il dato evidenziato dal procuratore ff Giovanni di Pietro che sottolinea: «Coinvolta a volte anche la criminalità organizzata». Tra i settori a maggior rischio di frodi la sanità: «Riscontrate numerose irregolarità e illegittimità»
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Se c’è una specificità calabrese può individuarsi nell’indebita percezione dei contributi pubblici e, in particolare, quelli agricoli. Lo ha chiarito il procuratore ff della Corte dei Conti Giovanni Di Pietro a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. «Sono divenuti nell'economia calabrese un mezzo di sostentamento anomalo, a vantaggio di soggetti che non avrebbero titolo e che li utilizzano come forma di sostentamento. Si tratta a volte – ha aggiunto - anche di soggetti con rapporti, da noi accertati con la criminalità organizzata».
Tra i settori poi a maggior rischio in materia di frodi e danni erariali il procuratore della Corte dei Conti individua la sanità. «È sempre ricorrente l'evidenza di numerose irregolarità e illegittimità che riguardano vari settori». Tra quelli annoverati vi sono «i danni conseguenti ai reati penali commessi da dipendenti pubblici nel settore, ad esempio, delle attività extra istituzionali svolte in assenza di autorizzazione». Coinvolti sono molto spesso anche i medici e i sanitari.
Il procuratore ff ha poi evidenziato come «la gran parte dei finanziamenti indebitamente percepiti hanno origine nei fondi europei. Resta questa sempre un'emergenza, anche perché poi oltre alla rilevanza del fenomeno criminoso e di danno erariale vi è anche l’aspetto che riguarda la sottrazione dei fondi a soggetti che potrebbero operare in maniera regolare. Si apporta un danno, quindi, all'economia sana della regione che non ha poi a disposizione queste risorse».
Dalla sanità alle frodi in agricoltura
I principali settori oggetto delle attività della Procura della Corte dei Conti sono stati i contributi pubblici per l'illegittima percezione e in tema sanitario: gli accreditamenti, la gestione degli appalti, casi di malpractices e di assenteismo e inoltre «attività extraistituzionale svolta in mancanza di autorizzazione da parte soprattutto di docenti, universitari e medici». È quanto ha aggiunto il procuratore ff della Corte dei Conti sintetizzando le attività svolte nel 2025. Altro settore centrale è quello opere pubbliche «con rilevanti pregiudizi ed anche danno all'immagine conseguente a gravi reati penali commessi da dipendenti e amministratori pubblici».
Tra i principali danni erariali nel settore delle opere pubbliche vi è la citazione in giudizio per un danno di oltre 259 milioni di euro legato alla realizzazione della diga sul fiume Melito. «La notizia di danno – ha spiegato Di Pietro - ha riguardato la revoca totale del finanziamento. È stato accertata la spesa di oltre 102 milioni di euro per un'opera rimasta incompleta e abbandonata e, quindi, senza recare alcuna utilità alla collettività».
Le frodi in agricoltura, secondo quanto riferito dal procuratore, sono «il settore con maggiore rilevanza in termini di numero di procedimenti avviati e numero di sentenze depositate con riferimento alla indebita percezione dei contributi agricoli a danno dell'ARCEA».
Assenteismo e incompiute
«La frode in materia comunitaria è una delle problematiche più diffuse nel meridione d'Italia e in particolare in questa regione» ha evidenziato Domenico Guzzi, presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. «La Corte dei Conti – ha aggiunto - è stata impegnata nella maggior parte dei casi in citazioni che hanno visto coinvolti amministratori in materia di danno all'erario per illecita erogazione di fondi pubblici a privati i quali anziché utilizzarli per seguire scopi di interesse pubblico li hanno utilizzati per scopi privati. I fondi unionali di concessione regionale sono spesso e volentieri malimpiegati oppure impiegati per finalità distorte».
Il presidente ha poi citato casi di «assenteismo dal posto di lavoro, sottrazione di fondi pubblici da parte del pubblico dipendente, danno all'immagine causato da dipendenti macchiati di reati contro la pubblica amministrazione». E poi ancora «danni per opere pubbliche incompiute, problematiche che si tramandano da decenni in questa regione» ha evidenziato Guzzi.
In relazione alla recente legge di riforma della Corte dei Conti, il presidente ha poi sottolineato come «non poche problematiche darà sia a livello interpretativo sia a livello di diritto transitorio», in relazione in particolare alla «norma che prevede che la legge debba trovare applicazione anche ai giudizi in corso alla data della sua entrata in vigore. Come è ben comprensibile noi interpreti avremo non poche difficoltà di diritto transitorio. Inoltre, prevede un doppio limite alla risarcibilità del danno, un limite previsto in sede di accertamento e quindi di risarcibilità, non superiore al 30% di quanto accertato». Un ulteriore limite riguarda «i citati dalla Corte dei Conti ma con un rapporto di servizio, ad esempio, una retribuzione da parte della pubblica amministrazione danneggiata. Nei confronti di costoro se riconosciuti responsabili non può essere addebitato più del doppio dell'annualità di stipendio percepita. Queste sono le problematiche introdotte da questa nuova normativa».

