Si è svolto a Paola il confronto promosso da Confapi Calabria dal titolo “Realizzare infrastrutture nel Mezzogiorno”.

A moderare i lavori è stata Francesca Benincasa, che ha guidato un dibattito articolato e concreto, mettendo al centro una visione integrata capace di superare l’approccio emergenziale che troppo spesso caratterizza gli interventi sul territorio.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali, tecnici ed esponenti del mondo economico e produttivo, tra cui i sindaci Roberto Perrotta (Paola) e Mario Russo (Scalea), il vicepresidente di Confapi con delega al Sud Francesco Napoli, Paolo Naccarato, già senatore della Repubblica, Fiorella Gallo, Pierluigi Catanzaro, Maurizio De Luca, Ciriaco Riente e il sottosegretario di Stato Luigi Sbarra, cui sono state affidate le conclusioni.

L’iniziativa, promossa su impulso del delegato Confapi per l’area del Tirreno cosentino Carmelo Sansone, ha rappresentato un momento di confronto concreto sulle principali criticità e opportunità legate allo sviluppo infrastrutturale del territorio.

Nel corso del dibattito è emersa con chiarezza una priorità condivisa: sostenere concretamente i Comuni, in particolare quelli esposti a fragilità ambientali e criticità strutturali. I sindaci, primo presidio istituzionale sui territori, non possono essere lasciati soli nell’affrontare rischi sempre più complessi legati all’erosione costiera, al dissesto idrogeologico e alle carenze infrastrutturali.

Altro elemento centrale, sottolineato in maniera unanime, è la necessità di superare la logica dell’emergenza, puntando su una pianificazione di lungo periodo capace di coniugare sicurezza del territorio, sviluppo economico e sostenibilità.

Nel suo intervento, Paolo Naccarato ha evidenziato: «Il futuro dell’intero Tirreno cosentino passa inevitabilmente dall’inclusione nei tracciati dell’Alta Velocità e dalla rapida attuazione di interventi efficaci contro l’erosione costiera. Si tratta di una criticità sempre più rilevante, con effetti significativi sull’equilibrio ambientale ed economico della fascia tirrenica. È necessario, pertanto, mettere in campo un’azione organica, strutturale e strategica, in grado di garantire risultati duraturi e una concreta tutela del territorio».

Il presidente Francesco Napoli ha ribadito la necessità di passare dalle parole ai fatti, annunciando un impegno operativo: «Confapi Calabria promuoverà l’istituzione di un tavolo permanente sull’erosione costiera, coinvolgendo i rappresentanti istituzionali e territoriali: i sindaci del Tirreno cosentino, gli ordini professionali, Legacoop, Edilcassa, le organizzazioni sindacali e il mondo universitario. La vera sfida, per un Mezzogiorno più competitivo, è costruire infrastrutture solide e territori resilienti».

Sul tema della qualità e della regolarità nel settore delle costruzioni è intervenuto Maurizio De Luca: «La realizzazione delle opere deve rappresentare un’opportunità per elevare il livello competitivo delle PMI calabresi, rendendole capaci di confrontarsi su scala nazionale grazie a processi fondati su regolarità, sicurezza e qualità».

Le conclusioni sono state affidate al sottosegretario Luigi Sbarra, che ha sottolineato il valore strategico del confronto: «Questo incontro ha rappresentato un momento significativo di riflessione sul futuro infrastrutturale del Mezzogiorno, tema centrale nell’azione di Governo. L’obiettivo è coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza del territorio. In questa prospettiva, la ZES Unica ha già segnato un cambio di passo nelle politiche industriali del Sud, dimostrando come strumenti mirati possano attrarre investimenti e generare sviluppo concreto. Le infrastrutture non sono soltanto opere, ma leve strategiche per colmare divari storici, migliorare la qualità della vita e rafforzare la competitività del sistema produttivo. Il rilancio del Mezzogiorno passa da qui: visione, infrastrutture moderne e capacità di fare sistema».

Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Proprio per questo è indispensabile un approccio fondato su competenza, collaborazione istituzionale e capacità decisionale.

La sfida, ora, è tradurre il confronto in azioni concrete, con tempi certi e strumenti efficaci. Il futuro del Mezzogiorno dipende dalla capacità di costruire territori più sicuri, infrastrutture moderne e comunità resilienti.