Giornalisti, autori e collaboratori raccontano cosa significa fare informazione libera oggi: pluralismo, autonomia, responsabilità e coraggio civile in una terra complessa
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Che cosa significa fare informazione libera in Calabria oggi? Le testimonianze dei collaboratori di LaC raccontano un’esperienza professionale e umana fondata sulla libertà di espressione, sul pluralismo delle idee e sulla responsabilità delle parole. Voci diverse, per formazione e sensibilità, ma unite dalla convinzione che il giornalismo non sia solo racconto dei fatti, bensì presidio civile, esercizio quotidiano di autonomia e contributo alla crescita democratica del territorio. Diamo la parola a loro.
Francesco Vilotta
Collaborare con LaC, per me, ha significato scoprire che la libertà non è una bandiera da sventolare, ma un dovere quotidiano. Qui ho capito che scrivere non è mai innocente: ogni parola è una scelta morale verso una terra bellissima e vulnerabile, troppo spesso tradita da poteri che si credono eterni. A LaC ho potuto guardare la realtà senza filtri e senza padroni, sapendo che la verità non accarezza: graffia. E deve farlo.
In Calabria il potere raramente è solo potere: è rete, silenzio imposto, abitudine alla rassegnazione. LaC sceglie di spezzare questa abitudine. È una incrinatura, una forma di disubbidienza civile contro il malaffare e l’ipocrisia. Qui mi sono sentito libero di dire che la criminalità non è un incidente, ma un sistema che prospera quando la dignità arretra.
Scrivere per LaC significa esporsi, rischiare, credere che il popolo calabrese meriti più verità e meno retorica. Significa ricordare che questa terra non è condannata — ma nessuno ha il diritto di inginocchiarsi. Io questo coraggio qui l’ho trovato. Per amore, e anche per indignazione. Perché la libertà, da noi, non si recita: si paga. E si difende.
Costanza Morreale
Non sono solita scrivere della mia vita, ma in questo caso la dimensione personale e la collaborazione con LaC sono due facce della stessa medaglia. Fare un bilancio sul mio 2025 significa inevitabilmente includere l’esperienza a LaC. Infatti, per l’intero 2025 ho avuto l’opportunità di collaborare e il mio anno è stato scandito dai pezzi su ciò che accadeva nel mondo: da Sanremo al vertice NATO, dal piano ReArm Europe alle questioni etiche legate al fine e all’inizio della vita.
È stato un viaggio in luoghi lontani e temi diversi. Ciò significa che collaborare con LaC è lavorare con un editore dallo sguardo ampio, capace di leggere il mondo nella sua interezza. Le notizie attingono a una dimensione globale: si parte dalla Calabria, ma la si colloca al centro del mondo, senza limitarne il racconto alla sola cronaca locale.
La libertà nella scelta di temi, argomenti e posizioni è concreta e l’iniziativa individuale, anche fuori dagli schemi, viene incoraggiata. Lo spazio delle “opinioni”, nel quale scrivo, è un luogo virtuale in cui il pensiero critico trova spazio attraverso una pluralità di temi che superano la dimensione localistica. Una pluralità che non esclude rigore e professionalità. Grazie a una scelta editoriale aperta, inclusiva e libera, LaC riesce a costruire un ponte tra lettori e nicchie culturali, rappresentando un’importante opportunità di sviluppo per il territorio calabrese.
Raffaele Florio
Collaborare con LaC ha significato poter scrivere senza filtri, senza pressioni e senza quella sensazione, purtroppo diffusa in Calabria, di dover “misurare” le parole per non disturbare qualcuno. Ho trovato una redazione aperta, attenta, che tutela l’autonomia di chi scrive e considera il dissenso un valore, non un problema. In un territorio dove l’informazione è spesso condizionata da poteri politici, economici o relazionali, sentirsi liberi di raccontare i fatti e di esprimere analisi critiche non è scontato. LaC svolge una funzione essenziale: garantire pluralismo, dare voce a chi non ce l’ha e contribuire a una coscienza civile più matura. Un’informazione libera non è un lusso, ma una necessità democratica, soprattutto in Calabria.
Battista Bruno
Piero Calamandrei diceva «la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare», aveva ragione.
Per custodire il valore della libertà è necessario curarla quotidianamente sia come singolo individuo, sia nelle formazioni sociali, come la famiglia, la scuola, i luoghi di lavoro. È importante non disconoscere il valore etico della libertà, perché in esso risiede la dignità della persona.
Il Gruppo Diemmecom, nelle sue diverse articolazioni, lo sa bene. Lavora quotidianamente per fornire una buona informazione al servizio della collettività. Lasciando spazio alle idee, al coraggio e alla libertà dei suoi membri e autori.
Il segreto di LaCnews24 è camminare accanto, aiutarsi l’uno con l’altro, al fine di creare un ambiente familiare anche sul lavoro. Guardare avanti, inglobando le nuove generazioni e scoprire in segreti della nuova generazione, attraverso autori giovani e competenti.
L’editore Maduli ha dato fiducia ai giovani, aprendo le porte di LaC alla prospettiva di un futuro fatto di crescita culturale e umana. Una crescita basata sulla condivisione e soprattutto sull’ascolto.
Solo così si può migliorare il presente, in vista del futuro.
Ernesto Mastroianni
Collaboro con LaC dal 2023. Per tre anni ho avuto l’onore di co-condurre la fortunata trasmissione "Terra mia", che è stata per me, una palestra televisiva.
Da un anno collaboro con LaC News24, e lo faccio in un clima di libertà di opinione che non è soltanto dichiarato, ma concretamente praticato. In tutti questi mesi, nessun articolo mi è mai stato respinto per il contenuto delle idee espresse, o perché la mia opinione non collimasse con la linea editoriale. Ed è proprio questo dato a costituire il nucleo più rilevante dell’esperienza: la libertà come presupposto irrinunciabile del fare giornalismo.
All’interno di LaC vige una libertà di espressione ampia, reale, respirabile. Una libertà fortemente voluta dall'editore Domenico Maduli e dal direttore dell'informazione Franco Laratta. Una libertà che genera crescita; che non indebolisce l’identità del gruppo, ma la rafforza; che consente di sbagliare, di affinare lo sguardo, di maturare una postura critica senza il timore di sanzioni implicite o silenzi punitivi. È un ambiente in cui si può crescere professionalmente e umanamente, perché la parola non viene sorvegliata, ma responsabilizzata.
E tutto ciò assume un significato ancor più profondo se collocato nel contesto calabrese, una terra che troppo spesso ha conosciuto il silenzio come forma di sopravvivenza e l’autocensura come strategia di adattamento. In Calabria, la libertà di espressione non è un lusso teorico, ma una necessità civile, una condizione preliminare per qualsiasi discorso serio sul futuro. Senza libertà di parola non vi è racconto autentico; senza racconto autentico non vi è coscienza collettiva; senza coscienza collettiva non vi è possibilità di riscatto.
Gianfranco Donadio
La mia collaborazione con LaC Network è stata e continuerà ad essere un'esperienza arricchente e stimolante, un'opportunità per contribuire al dibattito pubblico in Calabria con analisi e riflessioni personali. Fin dall'inizio, ho apprezzato la libertà totale che mi è stata concessa nell'esprimere le mie idee, senza filtri o imposizioni editoriali che potessero alterare il mio punto di vista. Questo approccio ha permesso, in molte occasioni, di affrontare temi complessi come la politica locale e socio-antropologici con onestà intellettuale, basandomi su fatti e opinioni motivate.
In un contesto come quello calabrese, segnato da influenze esterne e da una storia di opacità, l'informazione libera rappresenta un pilastro fondamentale per la democrazia. Essa non è solo un diritto, ma un dovere verso i cittadini, che meritano di accedere a voci plurali e indipendenti per formarsi un'opinione critica. Senza condizionamenti, il giornalismo e il documentarismo possono smascherare ingiustizie, promuovere trasparenza e favorire il progresso sociale.
LaCNews24 ha dimostrato con fermezza di credere in questo principio, offrendo spazio a contributi diversificati che arricchiscono il panorama informativo. In un'era di fake news e polarizzazioni, difendere l'informazione libera significa investire nel futuro della Calabria, rendendola una regione più consapevole, più matura, più resistente. Auspico che questa libertà continui a essere un modello per altri media, per un'informazione che illumini anziché oscurare.

