Il presidente regionale del Comitato dei centri sportivi e aziendali incalza direttamente l’assessore Pasqualina Straface e chiede un tavolo istituzionale di confronto: «Alle famiglie vengono richiesti contributi economici aggiuntivi per garantire gli educatori»
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Una richiesta forte, articolata e rivolta direttamente all'assessore regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, affinché si apra con urgenza un confronto istituzionale sul tema dell'inclusione dei minori con disabilità nei campi estivi. A formularla è Amedeo Di Tillo, presidente regionale di CsaIn Calabria e vice presidente nazionale CsaIn, attraverso una lunga lettera che affronta una criticità che, secondo quanto denunciato dall'ente e dalle associazioni delle famiglie, continua a ripresentarsi ogni anno senza soluzioni strutturali.
Nella missiva, Di Tillo ricorda come CsaIn Calabria operi da anni sul territorio «a fianco delle famiglie, delle comunità e delle fasce più vulnerabili della nostra società», nella convinzione che «lo sport e le attività ricreative siano strumenti fondamentali di crescita, inclusione e tutela della persona».
Il presidente regionale del comitato dei Centri sportivi aziendali e industriali sottolinea che la lettera non nasce da una riflessione teorica, ma dall'osservazione diretta di situazioni che si ripetono puntualmente ogni estate. «La lettera che Le indirizzo – scrive Di Tillo – oggi non nasce da un'astratta riflessione. Nasce dalla realtà. Una realtà che ogni estate, puntualmente, si ripresenta con la stessa crudezza: bambini e ragazzi con disabilità – in particolare con disturbi dello spettro autistico o con gravi deficit del neurosviluppo –che non riescono ad accedere ai campi estivi. Esclusi. Dimenticati. Lasciati indietro».
Secondo quanto evidenziato in questa corrispondenza, si tratterebbe di una vera e propria discriminazione che si ripete ogni anno, con numerose segnalazioni provenienti dai territori. «I segnali che giungono dai territori sono allarmanti e convergenti», scrive Di Tillo, riferendosi a famiglie alle quali vengono richiesti contributi economici aggiuntivi per garantire la presenza di un educatore dedicato o a minori ammessi alle attività soltanto per periodi ridotti. «Bambini ammessi ai centri estivi con orari ridotti, differenziati, sviliti. Come se un bambino fosse un caso. Come se la sua fragilità fosse una colpa».
Il documento richiama anche il lavoro svolto da CsaIn Calabria e da Angsa Cosenza, che avrebbero raccolto e documentato numerose situazioni problematiche: «Quello che emerge – e che sia CsaIn Calabria sia Angsa Cosenza hanno documentato con crescente preoccupazione – non è un episodio isolato. È discriminazione indiretta, sistematica, strutturale. Ostacoli apparentemente neutri che nella pratica escludono chi ha già meno e penalizzano chi è già più vulnerabile».
Una condizione che, secondo Di Tillo, rappresenta «una violazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Legge n. 67 del 2006 sulla tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione».
La situazione, prosegue la lettera, sarebbe ancora più grave in Calabria, dove le carenze dei servizi pubblici finiscono per aggravare le difficoltà delle famiglie: «In Calabria, tutto questo pesa ancora di più. In un territorio dove i servizi pubblici sono storicamente carenti, dove le famiglie fragili sono troppo spesso sole, dove il divario tra i diritti scritti e i diritti vissuti è ancora drammaticamente ampio, ogni omissione istituzionale ha un costo umano che non possiamo permetterci di ignorare».
Pur evidenziando le criticità, Di Tillo tiene a riconoscere il ruolo delle realtà che organizzano le attività estive: «Le associazioni sportive e ricreative che organizzano i campi estivi svolgono un lavoro straordinario, spesso con risorse limitate e immensa dedizione». Tuttavia, aggiunge, «non possono e non devono sostituire lo Stato. Non hanno il mandato, non hanno gli strumenti, non dispongono delle competenze specialistiche per garantire da sole l'inclusione di bambini con disabilità grave».
Da qui una riflessione sul ruolo delle istituzioni pubbliche: «Pretenderlo è ingiusto. Scaricare su di loro questa responsabilità come se fosse un obbligo implicito è sbagliato. Dove sono i Comuni? Dove sono i Servizi Sociali? Dove sono le Asp? L'estate non può essere una parentesi in cui i diritti vengono sospesi. La scuola chiude; i diritti costituzionali no».
Nel mirino anche il bando Concilia, definito «uno strumento prezioso di sostegno economico alle famiglie», ma ritenuto insufficiente se non accompagnato da adeguate condizioni operative: «Non può restare un'operazione di facciata se poi le strutture accreditate non sono nelle condizioni reali di accogliere bambini con bisogni complessi». Per questo, secondo Di Tillo, «l'accreditamento deve essere accompagnato da verifiche preventive, da protocolli chiari, da risorse adeguate. Non basta aprire le porte sulla carta se poi le si chiude sul volto di chi bussa davvero».
Il cuore della richiesta rivolta all'assessore è l'istituzione di un tavolo permanente di confronto. «Assessore Straface, è per queste ragioni che Le chiediamo, con urgenza e con rispetto, di farsi promotrice di un tavolo istituzionale di confronto che veda sedute insieme la Regione Calabria, i Comuni, gli Ambiti territoriali sociali, le Asp, le associazioni del Terzo settore e le rappresentanze delle famiglie. Un tavolo che non sia un esercizio retorico, ma un luogo di decisione concreta».
Nella lettera vengono quindi indicate alcune priorità operative. Tra queste, risorse dedicate alla copertura dei costi degli educatori specializzati con rapporto uno a uno, così da evitare ulteriori oneri per le famiglie; l'integrazione dei regolamenti di accreditamento con criteri specifici sull'effettiva capacità di accoglienza dei minori con disabilità, collegando i contributi pubblici al livello reale di inclusività; il coinvolgimento del Terzo settore già nella fase di programmazione primaverile, per organizzare formazione e servizi in vista dell'estate; e infine l'adozione di un Patto educativo di continuità inclusiva, finalizzato a garantire la prosecuzione dei percorsi costruiti durante l'anno scolastico.
Di Tillo chiarisce inoltre che l'obiettivo non è soltanto avanzare richieste alle istituzioni. «Perché il nostro obiettivo non è chiedere soltanto ma offrire». Il presidente regionale ricorda infatti il lavoro svolto da anni da CsaIn Calabria «per promuovere l'inclusione nei contesti sportivi e ricreativi, per sensibilizzare gli operatori, per costruire ponti tra le istituzioni e le comunità».
Da qui la disponibilità dell'ente a collaborare attivamente: «Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze, la nostra rete territoriale e la nostra esperienza per contribuire attivamente alla costruzione di soluzioni concrete. Siamo disponibili a partecipare al tavolo istituzionale, a collaborare nella definizione di protocolli operativi, a fare la nostra parte affinché questo problema – che si trascina da troppi anni – trovi finalmente una risposta all'altezza della sua gravità».
La conclusione della lettera assume il tono di un appello rivolto alle istituzioni regionali. «L'estate è il tempo della libertà, della scoperta, della crescita. Per tutti i bambini. Non può diventare, per i più fragili, il tempo dell'attesa, della rinuncia e dell'esclusione. Non possiamo rassegnarci a un Paese – e a una Regione – in cui il diritto all'inclusione vale solo quando fa comodo».
Infine, la fiducia nella risposta delle istituzioni e il richiamo alla responsabilità pubblica: «Confidiamo, Assessore, nella Sua sensibilità e nella Sua determinazione. La Calabria ha bisogno di istituzioni che rispondano con i fatti, non con le promesse. Le famiglie di questi bambini hanno bisogno di sapere che c'è qualcuno che li vede, che li ascolta e che si impegna realmente a ridare loro ciò che spetta di diritto».
Un messaggio che si chiude con una dichiarazione di impegno: «CsaIn Calabria è al Suo fianco e al fianco di ogni bambino che rischia di restare indietro perché nessuno deve essere lasciato solo».

