«La nuova Statale 106 è un'opera strategica della quale la Calabria e i calabresi non possono più fare a meno». È il messaggio lanciato dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto a Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro, alla manifestazione “Sulla strada dei minatori - Tra passato e futuro”, organizzata nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle.

Per Bruno, la realizzazione della nuova arteria non può procedere a intervalli di un decennio. «Non possiamo accettare che i diversi lotti vengano finanziati e realizzati a distanza di dieci o quindici anni l'uno dall'altro», afferma, riconoscendo che Anas ha compiuto passi importanti, ma sottolineando come la 106 sia ancora priva di una continuità adeguata.

«La 106 non è ancora una dorsale continua: restano lunghi tratti inadeguati e pericolosi, incompatibili con il diritto alla mobilità e con le esigenze di sviluppo della regione», osserva il capogruppo, indicando nel completamento dell'infrastruttura una delle condizioni per garantire collegamenti più sicuri ed efficienti.

Il richiamo alla tragedia di Marcinelle

Il tema della strada si intreccia con quello della sicurezza sul lavoro, al centro della manifestazione di Pagliarelle. «Parlare della nuova 106 in una manifestazione dedicata ai minatori assume un significato particolare», spiega Bruno. Il ricordo dei lavoratori morti a Marcinelle diventa così l'occasione per riflettere sulla dignità del lavoro e sulla possibilità di costruire un futuro in Calabria senza essere costretti a partire.

«La sicurezza riguarda le miniere e i cantieri, ma anche le strade: poter raggiungere senza rischiare la vita un ospedale, una scuola o un luogo di lavoro», sottolinea.

La Catanzaro-Crotone e i sei lotti

Tra le opere considerate prioritarie c'è la Catanzaro-Crotone, un collegamento di circa 44 chilometri a doppia carreggiata, articolato in sei lotti, per un investimento complessivo di circa 2,6 miliardi di euro.

«Cinque lotti sono stati aggiudicati da Anas nel 2025 e si è entrati nella progettazione esecutiva», ricorda Bruno. Ora, secondo il consigliere regionale, è necessario garantire che il passaggio alla fase esecutiva non si traduca in ulteriori attese: «Bisogna vigilare affinché alle procedure seguano rapidamente i cantieri e tempi certi».

Bruno richiama quindi il lavoro avviato nel 2018, quando guidava la Provincia di Catanzaro, sulla variante della Statale 106 tra Soverato e Guardavalle. «Insieme con la Provincia di Crotone, Fabio Pisciuneri e i Comuni lavorammo per modificare un progetto che, così come concepito, appariva difficilmente realizzabile. Le due Province approvarono gli atti per chiederne la revisione e il finanziamento».

Parallelamente, con Anas, venne avviato un confronto sulla Soverato-Guardavalle, evidenziando le criticità da affrontare, «a partire dagli innesti di Santa Caterina dello Ionio».

«La grande infrastruttura deve servire anche le aree interne»

Nella visione di Bruno, la nuova 106 non dovrebbe limitarsi a garantire un collegamento lineare lungo la costa. «Una grande infrastruttura non deve soltanto attraversare il territorio, ma renderlo accessibile, collegando i centri costieri con quelli collinari e montani e servendo le aree interne».

La Catanzaro-Crotone, però, «non può rimanere un'opera isolata». Il completamento della dorsale dovrebbe procedere in più direzioni: «A nord bisogna completare il collegamento fino a Sibari, al centro trasformare rapidamente i progetti in cantieri e a sud assumere decisioni chiare sulla Catanzaro-Reggio. Soverato e Guardavalle non possono diventare un altro anello mancante».

Sicurezza, legalità e prospettiva futura

Il consigliere regionale pone inoltre l'accento sulle caratteristiche che dovranno guidare le scelte progettuali. «Bisogna valutare sicurezza, qualità del tracciato, accessibilità dei Comuni e possibilità del futuro raddoppio». Dopo decenni di attesa, aggiunge, «non si può scegliere una soluzione minima, destinata a diventare presto insufficiente».

Da qui la richiesta alla Regione di assumere un ruolo di impulso nei confronti del Governo e di Anas: «La Regione deve sostenere davanti al Governo e ad Anas il completamento dell'intera dorsale, ottenere le risorse mancanti e definire un cronoprogramma verificabile».

Al centro anche il tema della legalità nei cantieri. «L'opera dovrà essere impermeabile alle infiltrazioni criminali, con controlli rigorosi sui subappalti, trasparenza e sicurezza», afferma Bruno.

L'obiettivo finale, nella prospettiva indicata dal consigliere regionale, è legare la realizzazione dell'infrastruttura anche alle opportunità occupazionali per il territorio. A Pagliarelle, ricorda, vive «una comunità di minatori e lavoratori specializzati che opera nelle grandi infrastrutture in Italia e in Europa e spera di tornare a lavorare in Calabria».

Bruno rivolge quindi un plauso alla Fillea Cgil, «che mantiene acceso un faro su queste realtà importanti», e conclude indicando nella nuova 106 non soltanto una grande opera viaria, ma uno strumento di sviluppo: «La nuova 106 deve creare occupazione qualificata e diventare una dorsale moderna e sicura, restituendo alla Calabria ionica il diritto allo sviluppo».