Con le prolusioni dell'Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria, mons. Fortunato Morrone e di mons. Claudio Maniago, Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, e la relazione di mons. Vincenzo Varone, Vicario Giudiziale, si è aperto l'Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro. «Sono trascorsi dieci anni ha detto, fra l'altro, mons. Varone - da quando il 'Motu Proprio' MIDI (Mitis Iudex Dominus Iesus), ci ha impegnati a dare una svolta al processo di nullità matrimoniale e oggi tracciamo un bilancio che generalmente consideriamo positivo, ma che ancora ci interpella a trovare vie applicative e prospettive sempre più appropriate per incrementare il lavoro e renderlo confacente alle esigenze concrete, ma tale impegno ci chiede ancor più coraggio pastorale nel dover valutare le situazioni di separazioni e divorzi dei nostri fedeli».

«Coloro che si rivolgono alla giustizia ecclesiastica - ha sottolineato mons. Varone - sono fedeli che vanno ascoltati, accompagnati ed aiutati a compiere un giusto discernimento sul loro stato di vita. L'incidenza di cause relative alla mancanza grave di discrezione di giudizio - ha rimarcato mons. Varone - o di capacità di assumere gli oneri matrimoniali, evidenzia come le generazioni più giovani abbiano serie difficoltà a cogliere ed a scegliere la profondità di un'unione, quella matrimoniale, che non è un semplice stare insieme, condividendo i locali di un appartamento o perché la persona la persona che si ha vicino serve a far stare bene. Il fondamento matrimoniale è il superamento del proprio io, per capire le esigenze dell'altro, facendo sorgere un'unica e medesima volontà». Poi, i dati relativi all'anno precedente, «con un calo dei libelli (atto introduttivo del processo canonico) dai 117 del 2024 ai 92 del 2025, mentre le cause portate a termine nell'anno 2025 sono state 115, tre in più rispetto all'anno precedente, di cui una archiviata e 114 decise e sentenziate. I processi pendenti, al 31 dicembre del 2025, invece, sono 114, 23 in meno rispetto al 2024. La provenienza delle cause decise è la seguente: Reggio Calabria-Bova, 29; Catanzaro-Squillace, 22; Mileto-Nicotera-Tropea, 14; Crotone-Santa Severina, 12; Lamezia Terme, 10; Oppido Mamertino-Palmi, 7; San Marco Argentano-Scalea, 7; Locri-Gerace, 7; Cassano allo Ionio, 5; Rossano-Cariati, 1, nessun caso a Lungro. Tra i capi di nullità del matrimonio invocati, i casi di «grave difetto di discrezione di giudizio» passano dal 64,18% al 71,81%; l'errore sulla qualità della persona, passa dal 6,08% all'8,05%; l'esclusione della indissolubilità del vincolo, dal 13,51% all' 8,05%; l'esclusione della prole, dall'8,10% al 4,02%; l'incapacità di assumere gli oneri coniugali, dallo 0,67% al 3,35%; l'esclusione della fedeltà, dal 2,02% al 2,01%, mentre la condizione per il futuro, passa dallo 0% al 2,01%. La cerimonia si è conclusa la lezione magistrale di mons. John Joseph Kennedy, Segretario della sezione disciplinare del Dicastero della Dottrina della Fede.»