Una perdita difficile da accettare, una richiesta quasi sussurrata e un incontro inatteso: a Isca sullo Ionio l’imprenditrice dell’Orso trova la piccola Angie, Pastore svizzero che sembra arrivata al momento giusto
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Per Ginevra dell’Orso, imprenditrice del Nord Italia che qualche anno fa ha scelto di lasciare tutto e trasferirsi con i suoi due figli a Isca sullo Ionio, la Calabria è diventata una nuova casa, un luogo dell’anima. E proprio qui, dopo la perdita di Matilda, una cagnolina amatissima, è arrivata Angie. Una storia fatta di dolore, coincidenze, istinto e soprattutto di un amore che, in qualche modo, ha trovato la strada per tornare.
Quando è morta Matilda non è stato facile accettare l’evento. Perché è una di quelle cose che portano dolore. Come racconta la stessa Ginevra. “Quando è morta Matilda, una delle prime cose che mi è venuta in mente è stata: “Mati, se puoi, torna da me. Come vuoi, quando vuoi. Cane, gatto, civetta… non mi interessa. Ma torna”. Era una cosa un po’ fuori di testa, lo so, ma in quei giorni non ragionavo granché. Ero veramente scossa e terribilmente triste.”
Il dolore sembrava non passare mai. Poi accade qualcosa. «Pochi giorni dopo un’amica mi dice: “Io ti conosco, secondo me senza un cane non ci sai stare”. E aveva ragione. Da quando sono nata, un cane in casa c’è sempre stato. Poi mi racconta che la sua cagnolina avrebbe partorito ad aprile dei cuccioli di Pastore Svizzero. Li avrebbe tenuti con la mamma tutto il tempo necessario e a fine giugno li avrebbe dati via. Di solito li vendeva, ma uno voleva regalarmelo».
Ma Ginevra non era pronta a ricominciare. «No. Avevo appena perso Mati e l’idea di un altro cane mi sembrava quasi impossibile. Eppure quella cosa mi girava in testa. Avevo chiesto a Matilda di tornare in qualche modo e quasi subito mi si presentava questa possibilità».
Ma ecco che succede qualcosa destinata a cambiare nuovamente la vita di Ginevra. «Dovevo partire per la Grecia e la mia amica mi aveva detto: “Almeno vieni a vederli prima, perché quando torni potrebbero essere già stati tutti scelti”. Ci sono andata, più per curiosità che per convinzione. E poi ho visto lei: un batuffolo tutto bianco, con due occhi neri e un musetto così bello e dolce che mi sono imbambolata a guardarla. Non so spiegare bene cosa sia successo. So solo che a un certo punto ho capito che quella cucciola sarebbe venuta a casa con me».
La cucciola si chiamava Angelica. «Sì. È arrivata “Angelica”, che dopo pochi giorni è diventata Angie». Angie ha appena quattro mesi. E immediatamente ha messo tutto a soqquadro. «Ha solo quattro mesi ma è già una parte enorme della mia vita. È buffa, curiosa, irruente, intelligentissima e allo stesso tempo non si ferma mai. Bianca come la neve, si sporca in tre minuti, scava buche come se avesse un’impresa di costruzioni e riesce a trasformare qualunque giornata normale in qualcosa di completamente inaspettato».
In molti si chiedono se l’arrivo di un cane in una casa sia veramente una cosa facile. Ginevra sa benissimo cosa significa veramente per una persona, per la famiglia.
«L’arrivo di un cane è una cosa difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta, perché entra in casa come un animale e, senza che te ne accorgi, comincia a occupare spazi che non c’entrano niente con la cuccia o le ciotole. Occupa le giornate, le abitudini, i pensieri, l’affetto»
Oggi c’è Angie nella vita di Ginevra, e ora in avanti sarà tutto diverso.
«Adesso guardo Angie e penso a tutti gli anni che, se siamo fortunate, avremo davanti, a quanta vita faremo insieme, a quanti posti vedremo, a quanto cambierà mentre lei sarà al mio fianco. Ed è un pensiero che mi rende davvero felice».

