Le proposte del primo cittadino in una delibera approvata dalla giunta: «Non servono opere faraoniche, si può fare subito se c’è la volontà politica»
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Il Comune di Roccella Ionica compie un passo concreto per contribuire a rompere l’isolamento ferroviario della Locride. Con l’approvazione della delibera di Giunta sul Piano Gelsomini Link, viene messa a disposizione del territorio una proposta semplice, realizzabile e immediata: riorganizzare e potenziare i collegamenti bus tra Locri e Rosarno, sincronizzandoli davvero con i treni verso Roma, Milano, Torino e Venezia. A farsi portavoce della proposta il primo cittadino roccellese Vittorio Zito: «L’isolamento territoriale della Locride e soprattutto l’isolamento ferroviario della Locride non è dovuto alla mancanza di infrastrutture e non è dovuto all’assenza di tecnologie idonee a collegare la Locride con Roma e con il resto d’Italia - sostiene Zito - bensì è dovuto solo a una programmazione dei servizi complementari e quindi dei servizi di trasporto su gomma che portano a Rosarno, che attualmente riescono ad intercettare solo il 13% dei treni in partenza e in arrivo dal centro e nord Italia. Quindi è necessario riprogrammare questi servizi ovviamente implementandoli con ulteriori corse per riuscire a intercettare il 100% dei treni così da non lasciare a piedi più nessuno a Rosarno».
Per il primo cittadino roccellese i tempi sono dunque maturi per chiedere con forza l’istituzione di un Intercity diretto Locri–Roma Termini via Jonica, grazie alle tecnologie ibride già operative sulla linea. «Non serve elettrificare la linea jonica né aspettare nuove tecnologie. E’ già possibile oggi - aggiunge Zito - Questa ovviamente non è una battaglia solo di Roccella. È una battaglia della Locride, e noi ci mettiamo a disposizione per questa battaglia. Coinvolgeremo Comuni, Regione, parlamentari, associazioni, sindacati, categorie produttive e cittadini, perché il diritto alla mobilità ferroviaria diventi finalmente effettivo. La Locride deve poter viaggiare, deve poter scegliere e deve essere connessa al resto d’Italia. Il tempo degli alibi è finito. Ora è il momento delle scelte».
Per Zito insomma non servono opere faraoniche: «Tutto dipenderà da un elemento fondamentale, ovvero dalla cosiddetta volontà politica, perché ciò che fa rallentare sono le non fattibilità tecnico-economiche, queste non fattibilità non ci sono, non esistono. Si tratta solo di volontà politica, come continuare ad insistere con la richiesta dell’elettrificazione della ionica, del raddoppio del binario sulla ionica, cose assolutamente più che legittime, ma che rischiano di posticipare il problema in un tempo che è troppo in là. Noi spingiamo e spingeremo perché si possano fare oggi tenendo conto che il collegamento per Roma riguarda anche, ad esempio, la città di Soverato e il soveratese. Siamo già in contatto con gli amministratori di Soverato perché sostengano questa nostra iniziativa. Come anche Lido, che ad oggi non avrà l’elettrificazione e non è un centro collegato direttamente a Roma. Si tratta di una richiesta che proviene da un bacino enorme di persone che nel 2026 non possono essere lasciate isolate per come lo sono oggi».

