A soli quattro mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026, termine entro il quale tutti i lavori del Pnrr per l’Istruzione dovrebbero essere completati, la situazione nazionale e locale appare estremamente complessa. Nonostante un'accelerazione registrata tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, la percentuale di spesa complessiva nel comparto istruzione è ferma al 45,6%, una cifra significativamente inferiore rispetto alla media generale del Pnrr, che ha raggiunto il 55,6%.

La situazione in Calabria: tra finanziamenti record e cantieri lenti

La Calabria è una delle protagoniste della sfida per l’equità territoriale, avendo intercettato una fetta importante delle risorse destinate al Sud per colmare i divari storici. Per quanto riguarda la linea di investimento specifica su asili nido e scuole dell’infanzia, la regione conta 427 progetti approvati, per un finanziamento totale di 402 milioni di euro, di cui 388 milioni derivanti direttamente dai fondi Pnrr.

Tuttavia, i dati sull'avanzamento dei lavori aggiornati al 26 febbraio 2026 evidenziano forti criticità. 

Sull’avanzamento dei progetti, innanzitutto: solo il 22,8% delle risorse assegnate alla Calabria riguarda progetti già conclusi o in fase conclusiva.

I progressi recenti, poi, sono lontani dalla performance delle altre regioni. Negli ultimi quattro mesi rilevati, la regione ha fatto registrare un incremento della spesa di soli 13,1 punti percentuali, un ritmo inferiore rispetto a quello di regioni del Nord come il Veneto (+39,4%) o l'Emilia-Romagna (+32,1%).

Insieme a Campania, Puglia e Sicilia, la Calabria si colloca nella fascia di regioni con la maggiore quota di progetti ancora in alto mare, con percentuali di chiusura comprese tra il 21% e il 28%.

Le cause dei ritardi: non solo burocrazia

Perché l'edilizia scolastica fatica a rispettare i tempi? Le fonti indicano diverse concause. In primo luogo, esiste un "collo di bottiglia" nella fase intermedia tra l'affidamento e l'esecuzione: il 62% delle risorse nazionali è bloccato in questa fase, che per opere pubbliche di circa un milione di euro richiede mediamente 2 anni e 1 mese per essere completata.

Inoltre, emergono criticità strutturali.  La Corte dei Conti ha segnalato ritardi nei trasferimenti di risorse dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ai soggetti attuatori, come i Comuni.

Molti progetti risultano in ritardo "su carta" perché i Comuni non hanno ancora caricato i dati sulla piattaforma Regis, pur avendo effettuato la spesa.

Inoltre i Comuni più piccoli, molto numerosi in Calabria, soffrono di un cronico deficit di personale tecnico in grado di gestire procedure di gara e cantieri complessi.

La rivoluzione degli asili nido: la Calabria cambierà volto?

Nonostante i ritardi, l’impatto potenziale del Pnrr sulla vita delle famiglie calabresi è enorme. L’obiettivo è ridurre i divari territoriali e raggiungere il target nazionale del 33% di copertura di posti nido per i bambini da 0 a 2 anni.

Secondo le proiezioni della Fondazione Agnelli, se tutti i progetti fossero portati a termine, l’offerta in Calabria subirebbe una trasformazione radicale.

La regione partiva da un livello bassissimo di copertura, pari al 13,94%. Grazie al Pnrr, la copertura potrebbe crescere di ben 29,14 punti percentuali.

Nello Scenario post-Pnrr, la regione potrebbe raggiungere una copertura teorica del 43,08%, superando ampiamente l'obiettivo nazionale del 33% e posizionandosi, in termini di crescita potenziale, tra le regioni che più beneficeranno del Piano a livello nazionale.

Tuttavia, il rischio concreto è che lo squilibrio tra i grandi centri urbani e i piccoli comuni montani o isolati non venga risolto. I criteri di allocazione dei fondi, basati inizialmente su bandi, hanno favorito i comuni con maggiore capacità progettuale, lasciando indietro le realtà più piccole dove spesso l'offerta di asili nido rimane assente o del tutto insufficiente. Sebbene l'Italia nel suo complesso potrebbe superare il target del 33%, l'ipotesi che tutti i progetti calabresi si concludano entro giugno 2026 appare, al momento, "sempre più improbabile".