Il presule dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano non usa mezzi termini: «Ho l’impressione che ritengano i poveri un problema, ma il vero problema siamo noi»
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Sempre più poveri, sempre più necessità. La Calabria, dietro una maschera costruita ad arte che la vuole nuova locomotiva d’Italia, cela una realtà di fragilità sociali alle quali è difficile fare fronte. Gran parte del lavoro viene preso in mano dalle associazioni del terzo settore, 250 nella sola provincia di Cosenza, molte delle quali legate a realtà ecclesiali.
L’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, guidata da Monsignor Giovanni Checchinato, è da tempo in primo piano per supportare un welfare sempre più in difficoltà. «La Chiesa non può far finta che i poveri non esistano – dice ai nostri microfoni il presule – perché i poveri sono gli amici più cari di Gesù e la Chiesa deve farli i suoi amici e c'è poco da fare».
Le bordate alla politica: «Non si occupa dei poveri»
Checchinato, senza indugi, sferza anche la politica: «I poveri hanno un nome, un cognome, una famiglia, delle relazioni. Avremmo bisogno che i politici li incontrassero un po' di più. Ho l'impressione che per loro i poveri sono un problema. I poveri non sono un problema, siamo noi il problema».
Un impegno, quello dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, che si affianca non solo alle realtà cattoliche del terzo settore ma anche a quelle laiche, basato soltanto sull’aiuto del prossimo e sulla necessità di denunciare le inequità sociali del ventunesimo secolo: «Dobbiamo denunciare con chiarezza le cause della povertà. La povertà ha bisogno certamente di interventi perché possa essere in qualche maniera lenita, ma ha bisogno anche di voci potenti che ricordino la grossa problematica che c'è dietro la povertà e sta nella disuguaglianza, nello strapotere, in un'economia che ormai è impazzita a livello mondiale».
L’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano si muove per i poveri sul territorio in modo capillare, per aiutare gli ultimi. E chiede alla politica di prendere gli impegni e di non ignorare le problematiche del territorio. Che stanno dietro a lustrini, paillettes e mezze frasi, queste sì, su come si stia bene in Calabria.


