Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a esprimersi su uno dei passaggi più rilevanti per il futuro della giustizia e dell’economia del Paese. A pochi giorni dal referendum, Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi, sottolinea l’importanza di un voto consapevole: «Partecipare significa contribuire direttamente alla modernizzazione del sistema giudiziario e alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni». Una riflessione chiara, che unisce il mondo dell’impresa al destino della democrazia italiana.

Vicepresidente Napoli, il 22 e 23 marzo si terrà il referendum sulla giustizia. Qual è la sua posizione in merito?
«Parteciperò certamente alla consultazione referendaria. Il referendum rappresenta uno degli strumenti più alti e più autentici della democrazia italiana: è il momento in cui ogni cittadino, al di là delle appartenenze politiche, è chiamato a esprimere direttamente la propria opinione su temi che riguardano il futuro del Paese. Proprio per questo ritengo importante sottolineare che il referendum del 22 e 23 marzo non è un’elezione politica, anche se qualcuno tenta di attribuirgli un colore di parte».

Evidente che ha già deciso cosa votare
«La mia scelta di votare Sì nasce da un percorso personale di approfondimento: ho voluto studiare attentamente il contenuto della riforma, ascoltare e valutare con rispetto sia le ragioni del sì sia quelle del no. Solo dopo questa riflessione ho maturato una posizione convinta. Voterò quindi sì come cittadino libero, come imprenditore e come uomo che ha a cuore il futuro del proprio Paese, senza alcun condizionamento politico, ma con l’idea che una giustizia più equilibrata, accessibile e vicina alle esigenze dei cittadini sia un obiettivo che riguarda tutti».

Perché ritiene che questo passaggio sia così significativo oggi?
«Perché oggi più che mai sentiamo il bisogno di rafforzare il patto di fiducia tra istituzioni, imprese e cittadini. Una riforma della giustizia non deve essere vista come uno strumento per “punire” qualcuno, ma come un passaggio necessario per rafforzare le garanzie di imparzialità per chiunque si trovi davanti a un giudice.
Dobbiamo avere il coraggio di provare a cambiare: restare fermi significa accettare tempi processuali troppo lunghi che frenano la crescita e scoraggiano gli investimenti. Una giustizia efficiente e credibile è un pilastro fondamentale per lo sviluppo economico e per la fiducia di chi vive e lavora in Italia. In questo senso, il referendum rappresenta un momento importante di partecipazione civica, perché consente ai cittadini di contribuire direttamente a orientare il percorso di modernizzazione del Paese».

Quali sono i pilastri della riforma che favoriscono questa nuova visione?
«Uno dei punti centrali è la separazione delle carriere, che mira a rafforzare l’equilibrio tra accusa e difesa e a garantire ancora di più il principio del “giusto processo”, mettendo il cittadino al centro del sistema.
Accanto a questo, anche gli interventi sul Consiglio Superiore della Magistratura e l’istituzione di una Corte disciplinare autonoma puntano a rendere il sistema più trasparente e pluralista. L’obiettivo è superare logiche di appartenenza e rafforzare il merito, l’indipendenza e l’autorevolezza della magistratura, elementi indispensabili per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni».

Qual è, in definitiva, il traguardo che si vuole raggiungere?
«Il traguardo è restituire ai cittadini una giustizia in cui potersi riconoscere con serenità e fiducia. Una magistratura autorevole e un sistema giudiziario efficiente sono condizioni fondamentali non solo per la tutela dei diritti, ma anche per la credibilità internazionale dell’Italia.
Non stiamo parlando soltanto di norme tecniche: stiamo parlando della qualità della nostra democrazia e della capacità dello Stato di garantire certezza del diritto. Quando la giustizia funziona, cresce la fiducia nelle istituzioni e si rafforza anche il tessuto economico e sociale del Paese».

Che messaggio si sente di rivolgere al mondo dell’impresa?
«Il mio invito è semplice: partecipare. Il referendum è uno degli strumenti più importanti della nostra democrazia e rappresenta un momento in cui ogni cittadino può contribuire direttamente alle scelte che riguardano il Paese.
Per questo credo sia fondamentale non fermarsi agli slogan o alle letture politiche, ma informarsi con attenzione, conoscere il contenuto della riforma e valutare con serenità le ragioni del sì e del no. Solo così il voto diventa davvero un atto consapevole».