Tra gli effetti del ciclone Nils, che ha fatto agitare anche lo Stretto, anche l’ingrossamento del torrente Calopinace. Le forti raffiche di vento hanno inclinato l’impalcatura funzionale ai lavori. Fortunatamente non si tratta di danni alle strutture del ponte in costruzione dallo scorso anno.

Dunque il ripristino non dovrebbe essere complesso e dovrebbe, auspicabilmente, avvenire senza particolari difficoltà consentendo al più presto, meteo permettendo, il prosieguo dei lavori.

Dopo l’arrivo delle travi lo scorso giugno, la ditta Torchia, incaricata dell’esecuzione dei lavori, ha riattivato il cantiere reduce dall’ennesimo stallo.

Il 2025, dopo quasi un decennio dall’inizio dell’iter progettuale del ponte lungo trenta metri e largo dodici che collegherà il Lungomare con il parco lineare Sud, si è chiuso con il completamento della struttura dell’opera, da appoggio ad appoggio, ma ancora in attesa delle opere necessarie per la sua percorribilità, come le rampe che hanno richiesto uno studio ad hoc su accesso e viabilità subito dopo l’apposizione delle travi.

In questo 2026, le attività di cantiere stanno già subendo dei rallentamenti fisiologici per la pioggia mentre la storia piuttosto accidentata di questo cantiere imporrebbe una spinta notevole, specie dal punto di vista della tempistica.

Cantiere Ponte Calopinace 13 febbraio 2026 post ciclone Nils