Mentre dalla Provincia annunciano l’arrivo di nuovi fondi per completare e finalmente aprire la galleria iniziata nel 2012, nello Xinjiang è stato inaugurato un tunnel che fa quello che a noi era stato promesso nel lontano 2011
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In Cina ci sono riusciti. Hanno ridotto un tempo di percorrenza di ore a circa 20 minuti. Miracolo? No, ingegneria. E, ovviamente, investimenti economici: circa 8 miliardi di yuan (quasi un miliardo di euro). L’opera è il Tianshan Shengli Tunnel, il traforo autostradale più lungo del mondo, 22,13 chilometri che attraversano i Monti Tianshan nella regione autonoma Uigura dello Xinjiang, nella Cina nord-occidentale.
In maniera molto meno ambiziosa, qualcuno ci aveva pensato anche da queste parti: una strada che riducesse a 20 minuti, 22 per la precisione, un tempo di percorrenza che era di circa un’ora. E tale è rimasto.
La storia affonda le radici in un tempo lontano, più o meno quanto la Cina. Era il settembre 2011 quando l’allora presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio, in una conferenza stampa con tanto di progetto alla mano, annunciava l’apertura del cantiere di «un’opera storica», che avrebbe dovuto «lasciare il segno» sul territorio. E il segno, a dire il vero, lo ha lasciato. Quasi 15 anni tra lavori e stop, un primo lotto incompleto con una galleria mai aperta al transito, un secondo portato a termine e un terzo di cui nulla si sa, se non che al momento non ci sono i soldi nemmeno per porre la proverbiale prima pietra.
La strada in questione è la Provinciale 197, la Cosenza-Sibari, ma né Cosenza né Sibari c’entrano granché visto che il tragitto, allo stato attuale, comincia nel territorio di Tarsia e termina in quello di Terranova da Sibari, da dove avrebbe dovuto proseguire per la frazione Cantinella di Corigliano Rossano. Ma, come detto, di questo nulla si sa.
È di qualche giorno fa però l’annuncio del presidente della Provincia Giancarlo Lamensa, che ha raccolto il testimone di Rosaria Succurro dopo il passaggio in Consiglio regionale per detenerlo fino alle ormai prossime elezioni. E assieme al testimone ha ereditato la strada che è già passata tra le mani di altri quattro presidenti dell’ente di piazza XV Marzo: dopo Oliverio – e al netto di qualche intermezzo di facenti funzioni – Mario Occhiuto, Franco Iacucci e, appunto, Rosaria Succurro. «Si sblocca uno dei dossier infrastrutturali più attesi del territorio: i lavori di nuova costruzione e adeguamento della strada Cosenza-Sibari tornano operativi grazie al via libera ministeriale su una nuova tranche di finanziamento». In arrivo ci sono poco meno di due milioni di euro (1.917.228), dopo il parere positivo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per lavori che riguarderanno proprio la galleria Cozzo Castello, la famosa incompiuta del primo lotto. Quella il cui primo scavo porta la data del 23 ottobre 2012 e che le previsioni davano per terminata nell’arco di un anno.
Il 4 dicembre 2013 l’abbattimento dell’ultimo diaframma. Poi il nulla. A bloccare tutto, secondo le dichiarazioni ufficiali, un contenzioso con la ditta esecutrice dell’appalto. Un problema che, in base a quanto riferito nel 2021 a LaC News24 dall’allora presidente della Provincia Franco Iacucci, si sarebbe dovuto risolvere a breve: «Abbiamo avviato la procedura di rescissione del contratto a danno. Intanto ci prepariamo a completare il primo lotto con le ultime cose che mancano – tappetino, segnaletica e illuminazione della galleria. Entro fine anno chiuderemo questa storia».
Storia che invece si è nel frattempo arricchita di nuovi appassionanti capitoli. Nel gennaio 2024, in risposta a un articolo di LaC News24 in cui si denunciavano i ritardi nei lavori, con un occhio particolare alla mai aperta galleria Cozzo Castello, la presidente provinciale dell’epoca, Rosaria Succurro, teneva a precisare in proposito che «ora la galleria interessata è già in esercizio, nel senso che i veicoli transitano senza problemi, e le relative opere sono state completate per circa il 90 per cento». Una svista, sicuramente, dato che la galleria non era in esercizio allora e non lo è mai stata.
Sono però entrate in esercizio le altre due, ricadenti nel secondo lotto, nel frattempo completato. Carreggiata più larga, asfalto nuovo, un tragitto sicuramente migliorato, ma... Risparmio nei tempi di percorrenza? Per andare da Cosenza a Corigliano Rossano serve ancora un’ora, minuto più minuto meno.
D’altra parte Iacucci lo aveva detto a LaC: «Una volta finiti i lavori la strada migliorerà sotto il profilo della sicurezza e saranno sicuramente ridotti i tempi di percorrenza, ma 22 minuti mi sembra un’esagerazione». Eppure c’era un progetto che era stato presentato con queste parole: «La Cosenza-Sibari è pensata nell’ambito del più vasto progetto di collegamento che prevede un altro intervento dalla zona Carrefour in Zumpano sino a Tarsia e quindi da Tarsia sino a Cantinella di Corigliano. Una via che si muoverà sulla destra del fiume Crati, che alleggerirà il traffico sull’autostrada e che permetterà di raggiungere la città jonica, da quella capoluogo, in 22 minuti».
Ma certe cose accadono solo nella fantasia. O in Cina. Dove l’intera infrastruttura di cui il Tianshan Shengli Tunnel fa parte, l’autostrada G0711 Urumqi-Yuli – 324,7 chilometri totali – ha ridotto di ben 4 ore (da 7 a 3) il viaggio tra il capoluogo di provincia Urumqi, la città più grande del nord, e Korla, la città più grande del sud. Costo complessivo: 46,7 miliardi di yuan, circa 5,7 miliardi di euro. Durata dei lavori: cinque anni. Inaugurazione a dicembre scorso.
Per la Cosenza-Sibari, si era detto, ci sarebbero voluti tre anni. Dopo quasi 15 è la caricatura di quello che doveva essere. Una caricatura costata più di 40 milioni di euro. Con scadenze ogni volta tradite. Tra contenziosi, fondi mancanti e sbandierati problemi geologici. Per inciso: il tunnel dello Xinjang attraversa 16 zone di faglia geologica ad elevata intensità sismica, alta quota e freddo estremo. Tanto per dire.
E così, mentre in Cina si scavano montagne e si tagliano distanze enormi, in Calabria si continua a pensare con nostalgia a un cronoprogramma abbandonato su chissà quale tavolo e a contare gli anni persi assieme alle parole che, da sole, non fanno lo sviluppo infrastrutturale di un territorio, che è invece fatto di programmazione, soldi e costanza. Tutte cose che alla Cosenza-Sibari sono mancate, rendendola una delle tante strade dei sogni calabresi. Mentre i 20 minuti di percorrenza rimangono un numero da libro dei record. Cinese.



