Dopo le prime accuse e controdeduzioni non si placa la polemica tra il vicepresidente nazionale Di Lieto ed il primo cittadino della cittadina catanzarese Mercurio.
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Il contenzioso ‘verbale’ – è proprio il caso di dire – è sempre in primo piano. E dopo il primo atto d’accusa del Codacons nei confronti del Comune di Cropani
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i due rappresentanti continuano una disputa che appare in prima istanza paradossale. Da una parte c’è il sequestro di impianti di rilevazione targhe sulla SS106 che pertanto non possono essere attivi; dall’altra la ricezione anomala di verbali di contravvenzione.
LA CONTROREPLICA DEL CODACONS
«C’è un’amarezza profonda che resta addosso nel leggere le rassicurazioni del Sindaco di Cropani – afferma l’avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons – Si riempiono i comunicati di parole come “collaborazione” e “trasparenza”, ma la realtà dei fatti racconta una storia di cittadini messi all’angolo da un’amministrazione che ha preferito arroccarsi pur di difendere l’indifendibile. Non basta oggi sbandierare lo stop ai rilevamenti o il sequestro della Procura come se fossero meriti.

Il nodo della questione è morale, prima ancora che giuridico: se il Comune era consapevole dei rilievi della Prefettura e delle indagini in corso, perché ancora ad ottobre 2025 i funzionari comunali hanno continuato a dare battaglia chiedendo il rigetto dei ricorsi? Perché invece di procedere ad annullamenti generalizzati hanno costretto padri e madri di famiglia a sopportare costi solo per vedersi riconosciuto un diritto che l’Ente avrebbe dovuto tutelare d’ufficio?
É un atto di superbia burocratica che offende il buon senso.
“Difendere verbali figli di strumenti fuori norma, mentre la Magistratura bussa alla porta – attacca Francesco Di Lieto – non è tutela dell’interesse pubblico, ma un accanimento che logora il rapporto tra istituzioni e società civile.”
A rendere il clima ancora più torbido è lo stile con cui si gestisce il confronto. L’eleganza istituzionale imporrebbe di parlare alla luce del sole. Invece, siamo ai confini dello spionaggio domestico: <<sono stato invitato a chiamare d’urgenza il Sindaco, solo per trovarmi “intercettato” da un sistema di registrazione automatica attivato senza alcun consenso - sostiene Di Lieto. Sentirsi rispondere “lo avrebbe fatto anche lei” non è la replica di un amministratore sereno, ma il riflesso di chi vive il dialogo come una guerra da combattere con miseri espedienti>>.
Il Codacons non accetta rassicurazioni di facciata. Se il Comune si sente davvero “parte lesa” nei confronti dei fornitori di questi dispositivi, lo dimostri con i fatti:
1. Annulli in autotutela ogni singolo verbale ancora pendente, mettendo fine a un contenzioso che serve solo a gonfiare le spese.
2. Restituisca immediatamente ogni centesimo incassato grazie a strumenti non a norma: quei soldi appartengono alle famiglie e non possono essere usati per far quadrare i bilanci su presupposti illegittimi.
3. Pubblichi i costi reali: i cittadini devono sapere quanto è stato pagato per il noleggio e la manutenzione di questo “giocattolo” difettoso.
La nostra – conclude Di Lieto – non è una crociata contro un Comune, ma una barricata a difesa della dignità dei cittadini. Da questo momento non accetteremo più telefonate o metodi ambigui: parleranno solo le PEC, gli atti ufficiali e, se necessario, i giudici della Corte dei Conti. La legalità non è un abito della domenica da esibire nei comunicati, ma una pratica quotidiana che a Cropani, finora, è tragicamente mancata»
LA SECONDA RISPOSTA DEL SINDACO DI CROPANI
«Le recenti note stampa del vicepresidente del Codacons, avv. Francesco Di Lieto, non aggiungono alcun elemento utile alla comprensione dei fatti, ma contribuiscono esclusivamente ad alimentare confusione e sospetti infondati – Così risponde Raffaele Mercurio, sindaco di Cropani –

L’avv. Di Lieto si è spinto ad avanzare valutazioni e conclusioni che non competono a un’associazione di consumatori, sostituendosi impropriamente alla magistratura e formulando ricostruzioni prive di riscontri oggettivi. Un approccio superficiale, che mal si concilia con la responsabilità che dovrebbe caratterizzare chi interviene su vicende istituzionali ancora in fase di accertamento.
Grave e inaccettabile è il tentativo di accreditare l’idea di una presunta mancanza di legalità e trasparenza nell’operato del Comune di Cropani. Si tratta di un’affermazione gratuita, che sembra più funzionale alla ricerca di visibilità che al rispetto della verità dei fatti.
Appaiono poi del tutto fuori luogo le dichiarazioni su presunte attività di “spionaggio” ai suoi danni. L’unica telefonata intercorsa con il sottoscritto aveva il solo scopo di segnalare alcune evidenti inesattezze contenute nelle sue dichiarazioni pubbliche. Inesattezze che, per correttezza, avrebbero dovuto essere rettificate. Cosa che, evidentemente, non è avvenuta.
I fatti sono chiari e documentabili. A seguito di una riunione tenutasi nel mese di maggio scorso presso la Prefettura e della successiva comunicazione del Prefetto, il Comune di Cropani ha immediatamente interrotto ogni attività di rilevamento e di invio delle sanzioni, che riguardavano esclusivamente veicoli privi di assicurazione e/o revisione. L’Amministrazione si è attenuta scrupolosamente alle indicazioni ricevute, dimostrando senso delle istituzioni e rispetto delle regole.
Nel mese di settembre il dispositivo è stato posto sotto sequestro e la magistratura ha avviato gli accertamenti previsti. Saranno gli organi competenti a stabilire se e dove vi siano state eventuali responsabilità, non certo dichiarazioni estemporanee rilasciate a mezzo stampa.
Il sottoscritto e la Giunta comunale di Cropani – conclude Mercurio – non intendono alimentare ulteriori polemiche né inseguire narrazioni approssimative. L’Amministrazione è impegnata su ben altre priorità, nell’interesse esclusivo della comunità, e attende con serenità l’esito delle verifiche in corso»

