Non è solo una questione di forma o di rispetto. Ma una mancanza di sensibilità verso i giovani, verso un gruppo di ragazzi (meridionali, vabbè lasciamo stare...) di cui tutti si riempiono la bocca nelle piu svariate retoriche quotidiane. Stasera a Milano, la grande cerimonia d’apertura allo stadio Meazza-San Siro. Si dice che per riempirlo il CIO abbia varato la formula 2x1. Ma fra i tanti protagonisti, e nemmeno tra le figure secondarie per quanto importanti, gli organizzatori hanno “dimenticato” di invitare cinque ragazzi di Taverna (Catanzaro) che cinque anni fa sono stati celebrati per aver inviato la proposta vincente delle due mascotte Tina e Milo.

Proprio così. Le Olimpiadi invernali italiane di Milano-Cortina 2026 sono e saranno per sempre identificate con le simpatiche figure dei due ermellini ‘partoriti’ dalla fantasia calabrese. Eppure nessuno si è ricordato di invitare questi ragazzi (oggi alle scuole superiori) per un doveroso tributo di riconoscenza.

La dirigente Sganga

«Solo invito? Ma neppure una telefonata, un whatsapp, un cenno di cortesia – risponde giustamente amareggiata Mariarosaria Sganga, dirigente dell’istituto comprensivo di Taverna – Dopo il battage iniziale dagli organizzatori solo silenzio. Anzi per la verità sono arrivati due (diconsi due) pupazzi per una festicciola. Invece i ragazzi di quella classe, la III B dell’anno scolastico 2021/2022 hanno riscosso un ottimo consenso mediatico e qui da noi sono state tante le troupe televisive che sono venute a curiosare ed a conoscerle. In questi giorni c’è n’è anche una dal Giappone! Mentre la tv di stato nostra ha preferito sorvolare sulle critiche per il mancato invito di questi ragazzi».

Loro, Federico Barra, Aurora Munizza, Sara Godino, Tommaso Pascuzzi e Francesco Angotti hanno ricevuto diversi riconoscimenti tra cui una comparsata al festival di S. Remo 2023 con Amadeus e Morandi.

Oggi invece, prima che le gare ed i record prendano il sopravvento, rimangono defilati a casa davanti alla Tv.

La prof Rotondaro

Rotondaro ed i ragazzi progettisti

«Esprimo vivo disappunto per il mancato coinvolgimento dei ragazzi alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi: di fatto, la loro idea rappresenta davvero lo spirito dei giochi olimpici, che assomma in sè condivisione,inclusione,e grande spirito sportivo – dice Gabriella Rotondaro, la professoressa di Educazione motoria che li ha materialmente assistiti nel progetto – Le mascotte saranno sempre ricordate come simbolo di questa importante manifestazione e sarebbe stato giusto gratificare l'impegno dei ragazzi dell'istituto comprensivo di Taverna».

Forse il loro spirito giovanile, pieno di energia e di risorse, gli evita quel senso di fastidio che gli adulti invece avvertono. A tamponare una delusione non dichiarata l’amministrazione comunale del centro silano catanzarese, guidata da Sebastiano Tarantino, ha organizzato per stasera una visione collettiva della Cerimonia, all’interno del Palazzo comunale. 

"La nostra comunità – scrive una nota – guarda con profondo orgoglio a questi giovani che con impegno ed estro hanno portato il nome della nostra cittadina all’interno di un evento internazionale testimonianza vitalità culturale e creativa che contraddistingue il nostro centro pretiano. La cittadinanza è invitata a condividere questo momento di festa e di emozione appartenenza e gratitudine verso i ragazzi e la scuola».