FOTO | La base, incastonata tra i boschi della Sila, porterà il nome del maggiore morto nel campo di concentramento di Mauthausen nel 1945. Taglio del nastro per il museo a lui dedicato
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Alle 10.30 si sente solo Il Silenzio. Le note della tromba si dipanano nell’aria mentre tutto intorno si ferma. Quelli in uniforme portano la mano alla fronte, gli altri stanno in ascolto, le braccia lungo i fianchi. Gli sguardi sono puntati tutti verso lo stesso punto, laddove pochi minuti prima è stata scoperta la pietra su cui è apposta la targa “in memoria del Maggiore Pilota Mario Martire, medaglia d’argento al valore militare”. A lui, da questo momento in poi, è intitolata la base del Distaccamento Aeronautico di Montescuro.
Nel piazzale d’ingresso autorità miliari, civili e religiose, associazioni e cittadini, gli uni accanto agli altri, seguono la cerimonia rinfrancati dal vento fresco della Sila. Tra gli altri, il comandante del Comando Scuole dell’Aeronautica e 3ᵃ Regione Aerea generale di Squadra Aerea Francesco Vestito, il comandante del Distaccamento di Montescuro tenente colonnello Fabio D’Alessandro, i sindaci di Celico Matteo Lettieri, Spezzano della Sila Salvatore Monaco, Casali del Manco Francesca Pisani, la consigliera del Comune di Cosenza Antonietta Cozza, in rappresentanza del primo cittadino Franz Caruso.
Il tutto dura pochi minuti, ma sono pochi minuti carichi di significato, come testimoniano l'applauso dei presenti e gli onori riservati a chi ha lasciato un segno nella storia dell'Aeronautica e del territorio. Non è soltanto l'intitolazione di un luogo, ma il riconoscimento di una vicenda personale che entra così a far parte dell'identità stessa del Distaccamento. Un legame incarnato da Francesco Martire, nipote di Mario, custode di una storia che va ben al di là di una storia di famiglia. Una storia cosentina.
Mario Martire fu tra gli ufficiali dell’Aeronautica Militare che, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di schierarsi dalla parte della libertà. Entrato nelle formazioni partigiane, partecipò alla lotta di Resistenza. Arrestato dai nazisti, fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì nel 1945. Il suo esempio, oggi, è più vivo che mai.
Dopo il momento inaugurale la location si sposta negli spazi dell'Aerostello Silano. E il tono solenne lascia spazio alla musica. Gli studenti del Liceo musicale "Lucrezia della Valle" di Cosenza regalano un intermezzo che intreccia al ricordo le note, partendo dall’Inno di Mameli e proseguendo con alcune tra le più memorabili colonne sonore della storia del cinema. Un momento che innalza un ponte tra passato e presente, tra una figura che incarna valori intramontabili e le nuove generazioni che di quei valori devono fare tesoro.
Negli interventi che seguono emerge il forte vincolo tra il Distaccamento Aeronautico e la comunità silana, ma anche il valore simbolico dell'intitolazione. Più volte viene richiamata l'importanza di custodire la lezione di uomini che hanno servito il Paese con dedizione, sacrificando finanche la vita alla difesa dei propri ideali.
Subito dopo è il momento del taglio del nastro del Museo "Mario Martire", allestito all'Aerostello. In mostra i cimeli donati dalla famiglia del pilota: fotografie, abbigliamento e attrezzature che lo hanno accompagnato nella sua attività.
La giornata si conclude con la visita alle strutture del Distaccamento. Più che un semplice open day, un momento di condivisione, un abbraccio ideale tra la base e il territorio in cui è incastonata.
Infine, quando il silenzio torna ad avvolgere Montescuro, e stavolta è un silenzio che non è fatto di note, resta solo una pietra. Simbolo di resistenza. E di Resistenza. Una pietra che racconta di oggi, ricordando ieri e parlando al domani.























