Dopo il blocco degli scavi interni per materiali radioattivi e amianto, anche l’area a mare ex Pertusola è fermata. La società ha adottato «misure di messa in sicurezza» e si prepara a presentare contributi tecnici per definire le soluzioni di gestione delle scorie Tenorm
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Lo stop ai cantieri per la bonifica del Sin di Crotone questa volta è quasi totale. A determinarlo è stato il rinvenimento di rifiuti radioattivi Tenorm anche nell’area della discarica a mare dell’ex stabilimento Pertusola, in zone dove la loro presenza non era stata prevista. Una scoperta che ha spinto Eni Rewind, società del gruppo Eni e soggetto responsabile degli interventi, a sospendere le attività di risanamento ambientale avviate il 16 giugno 2025. La decisione è stata assunta l’8 gennaio, secondo quanto riporta la Gazzetta del Sud.
Una scelta definita inevitabile, considerando che al momento non esistono, né in Italia né all’estero, impianti idonei al trattamento e allo smaltimento delle scorie radioattive individuate in un’area della discarica ex Pertusola di circa 50 metri quadrati e con una profondità di 1,8 metri.
Il giorno successivo, con una nota del 9 gennaio, Eni Rewind ha informato il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e la Prefettura di Crotone di aver adottato le «misure di messa in sicurezza in corrispondenza dell'area interessata». Allo stesso tempo ha comunicato che «il materiale rinvenuto - riporta la comunicazione - sarà sottoposto a specifica analisi chimico-radiometrica, i cui esiti saranno comunicati appena disponibili».
Dopo il blocco degli scavi nell’area interna dell’ex fabbrica Agricoltura, fermati in precedenza per la scoperta di materiali radioattivi e frammenti contenenti amianto, lo stop è dunque scattato anche per il sito a mare dell’ex Pertusola. Un rinvenimento che la stessa Eni Rewind definisce «inatteso».
Secondo quanto riportato nella relazione tecnica, infatti, «le analisi di caratterizzazione propedeutiche agli interventi di bonifica (effettuate nel 2014 e nel 2017) hanno evidenziato la presenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi, coerenti con le lavorazioni di metalli a suo tempo gestite da Pertusola». Al contrario, «nessun campione in fase di caratterizzazione e di analisi propedeutiche all'avvio degli scavi (e allo smaltimento dei materiali) aveva evidenziato la presenza di Tenorm che è invece nota e rilevante nella discarica di sito ex Fosfotec (Farina Trappeto)».
Alla luce di questa nuova situazione, la società ha rinnovato alla Prefettura la richiesta di convocare la Commissione consultiva competente in materia di protezione radiometrica. Un passaggio ritenuto essenziale, poiché «nel cui ambito - riporta il documento - la società si impegna a presentare i contributi tecnici di propria competenza, utili a consentire la definizione delle misure protettive e correttive percorribili per la gestione dei materiali Tenorm», presenti non solo nell’area ex Pertusola, ma anche «nella discarica ex Fosfotec ed in area ex Agricoltura».
Nel frattempo, l’attività della società prosegue in forma ridotta. Gli scavi continuano esclusivamente nella cosiddetta Zona Gessi e nell’area interna ex Pertusola Nord del Sin, per le quali il Piano operativo di bonifica – Fase 2 prevede interventi di messa in sicurezza. Parallelamente, Eni Rewind continua a conferire i rifiuti pericolosi privi di Tenorm e amianto in Svezia, mentre quelli non pericolosi vengono smaltiti in altre regioni italiane.
Ad oggi sono state complessivamente rimosse circa 37 mila tonnellate di rifiuti, tra materiali pericolosi e non pericolosi. Di queste, la metà è già stata smaltita, mentre la restante parte è temporaneamente stoccata nel deposito D15, all’interno dell’ex area industriale, in attesa del trasferimento definitivo in discarica.


