Dopo l’esondazione del fiume, Iacobini chiede sicurezza: «Argini subito e aiuti a imprese e famiglie. Le istituzioni restino vicine a Cassano e Sibari. Nessuno sia lasciato solo»
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Il fango e l’acqua stanno lentamente lasciando spazio alla conta dei danni, ma la ferita inferta dall'esondazione del fiume Crati resta profonda. Il "Grande Fiume" ha travolto ancora una volta i sogni e i sacrifici della Contrada Lattughelle, di Piano Scafo e l'eccellenza turistica dei Laghi di Sibari. In questo scenario di macerie, il Sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini lancia un appello accorato che mescola il dolore della cronaca alla fermezza della politica. Le immagini dei campi sommersi e delle strutture nautiche invase dall'acqua raccontano una storia già vista, ma che ogni volta fa più male.
Ma proprio nel momento peggiore, la comunità ha saputo ritrovarsi. «Il ciclone lascia dietro di sé tanta devastazione, tanta rabbia ma anche tanta voglia di reagire, di ricominciare e soprattutto un mare di solidarietà che ha stretto questa terra in un abbraccio forte come fosse un solo uomo - dichiara il sindaco Iacobini -, ecco, adesso è tempo di ripartire».
Se durante le ore critiche della piena la macchina dei soccorsi ha mostrato la sua vicinanza, la sfida vera inizia ora. Il primo cittadino è categorico e diretto quando afferma che la solidarietà istituzionale non può esaurirsi con il ritiro delle acque. «Le istituzioni che ci sono state vicine nel momento dell'emergenza credo abbiano il dovere di continuare a stare vicine a questa terra anche nell'ora della ripartenza», sottolinea il primo cittadino. La richiesta che arriva da Cassano e dalle sue frazioni non è un sussidio passivo, ma un investimento strutturale.
Al centro del problema resta il Crati. Per Iacobini, il territorio non può più vivere con il fiato sospeso a ogni allerta meteo. Le richieste, chiare e urgenti, riguardano messa in sicurezza con un percorso definitivo atto a consolidare gli argini del fiume affinché non si debba più avere paura della pioggia. Nella “ripartenza” serve un urgente sostegno al tessuto produttivo con aiuti concreti per le aziende agricole e turistiche, pilastri dell'economia locale oggi in ginocchio. Le vittime, le diverse famiglie, dovranno essere tutelate con interventi per chi, per l'ennesima volta in vent'anni, ha visto svanire i risparmi di una vita e le necessità minime della propria abitazione. «Di fronte a questo c'è bisogno di uno sforzo ancora più grande perché nessuno sia lasciato solo, perché nessuno sia lasciato indietro», conclude il Sindaco.
Cassano chiede dignità e il diritto di non dover ricominciare da zero ogni dieci anni. La sicurezza di questo territorio non può più attendere.

