VIDEO | Il convegno all’Unical sulla separazione delle carriere è per il leader del M5s l’occasione per sferrare un attacco politico alla premier: «Tajani e Piantedosi mettono le mani avanti perché hanno visto la rimonta». Mulè: «Con il Sì ci sarà finalmente un giudice terzo»
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Un convegno all’Università della Calabria dedicato alla separazione delle carriere e alla riforma dell’organo di autogoverno della magistratura si trasforma in un nuovo terreno di scontro politico sul referendum. Sul palco, insieme al deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, interviene anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che lega l’esito della consultazione agli equilibri del governo guidato da Giorgia Meloni.
A una domanda sul fatto che il vicepremier Antonio Tajani e il ministro Matteo Piantedosi sostengano che il referendum non rappresenti un giudizio sull’esecutivo, Conte replica: «Lo dicono adesso. Adesso hanno visto la rimonta del No, ma di fatto è l’unica riforma, a parte costituzionale, l’unica significativa riforma che loro portano ai cittadini italiani dopo quattro anni di governo. Se dovesse vincere il no, cosa dirà Giorgia Meloni? Si faccia un esame di coscienza. Dopo quattro anni che cosa porta ai cittadini? Un fallimento, una sconfitta ulteriore e quindi…». Alla successiva domanda, “Andare a casa?”, Conte risponde: «Valuti lei».
Dall’altra parte, la maggioranza prova a tenere il confronto sul merito della riforma. Mulè evita di entrare nello scontro diretto e rivendica la necessità dell’intervento, invitando alla partecipazione al voto e sostenendo le ragioni del Sì: «È un clima caldo nel quale bisogna spiegare le ragioni del referendum, che bisogna andare a votare. Perché voterei sì? Voterei Sì perché finalmente ci sarà un giudice terzo imparziale, perché autonomia e indipendenza vengono salvaguardati e anzi rafforzati e non c’è nessun pericolo né di una riforma salvacasta né di una riforma che taglia le unghie alla magistratura».



