Dell'esistenza del terzo soggetto ha parlato il superstite della strage, l’afghano Mohammad Taj Alamyar, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati
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Potrebbero essere stati aiutati da un terzo soggetto gli indagati per l'omicidio dei quattro braccianti agricoli bruciati vivi lunedì scorso ad Amendolara. Dell'esistenza del terzo soggetto, secondo quanto si è appreso, ha parlato il superstite della strage, il 35enne afghano Mohammad Taj Alamyar, indicandolo come un amico dei due pakistani fermati dalla Polizia.
L'uomo potrebbe già essere stato rintracciato e sentito dagli investigatori. Già nella serata di lunedì, dopo che nel tardo pomeriggio erano stati fermati Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi di 31 anni, infatti, gli agenti della Squadra mobile hanno sentito tutti gli amici e conoscenti dei due gruppi di afghani e pakistani di cui facevano parte le vittime e gli indagati.
Tutto i componenti dei gruppi, compreso il superstite e un suo amico che non si trovava sul minivan il giorno della strage perché ammalato, sono stati poi trasferiti da Villapiana e Trebisacce e portati in un'altra località.



