«Quelli che muoiono sono stranieri, quelli che fanno i soldi sulla pelle di quelli che muoiono sono molte volte italiani, non sono stranieri». Maurizio Landini, segretario della Cgil, rilancia il tema della speculazione sulla pelle dei braccianti sfruttati, tema cardine della manifestazione ad Amendolara: «È un momento di rivolta anche delle coscienze, perché non si può avere l'ipocrisia di far finta di non vedere quello che sta succedendo da anni. E allo stesso tempo vuol dire non mettere tutti sullo stesso piano, perché io conosco tantissime persone per bene, oneste, che fanno il loro lavoro. Ma se vogliamo sostenere gli onesti, che sono la maggioranza di questo paese – sia imprenditori che lavoratori – abbiamo bisogno di colpire i disonesti, di colpire la malavita organizzata, e per farlo dobbiamo affermare i diritti dei lavoratori».

Landini chiama tutti alle proprie responsabilità: «C'è bisogno che ognuno faccia la propria proposta, le istituzioni, le forze imprenditoriali, anche sindacati e forze politiche, a partire dal governo. In questi casi, se non arriva un messaggio dall’alto ma si pensa addirittura che possano esserci delle coperture, significa che ognuno fa quello che gli pare, anzi, quelli che si battono per i diritti diventano dei cogl…. Ecco, noi siamo qui a dire che non siamo né cogl…, perché sappiamo perfettamente quello che sta succedendo, né che siamo disponibili a far diventare il nostro paese un paese di sfruttatori, perché in realtà l'Italia non merita questo e il lavoro non merita questo».