La prima giornata delle elezioni suppletive di Reggio Calabria si chiude con un dato che non ribalta il quadro di una partecipazione molto bassa, ma gli imprime una direzione diversa da quella che sembrava delinearsi nelle prime ore: alle 23 ha votato il 14,97% degli aventi diritto, dopo il 3,43% registrato a mezzogiorno e il 10,26% delle 19, con un incremento di 4,71 punti nelle sole ultime quattro ore che, tradotto in termini relativi, vale quasi il 46% in più rispetto alla rilevazione precedente. È proprio questa accelerazione serale il dato da consegnare alla seconda e ultima giornata di voto, perché le urne riapriranno lunedì alle 7 e resteranno aperte fino alle 15 e soltanto allora sarà possibile capire quale sarà la dimensione effettiva dell’elettorato chiamato a scegliere il nuovo deputato del collegio uninominale Reggio Calabria-Locri.

Il movimento più interessante non riguarda però soltanto il dato complessivo. Dentro quel 14,97% si nasconde infatti una geografia della partecipazione estremamente diseguale, nella quale il capoluogo assume un peso decisivo: Reggio Calabria, con 196 sezioni sulle 487 complessive, passa dal 12,55% delle 19 al 19,29% delle 23, guadagnando 6,74 punti in quattro ore e chiudendo la domenica oltre quattro punti sopra la media del collegio. Non è naturalmente possibile trasformare l’affluenza in un’indicazione sulle preferenze espresse dentro le urne, ma il dato del capoluogo è tutt’altro che marginale proprio per il peso della città nel collegio: 196 delle 487 sezioni complessive, oltre il 40%, si concentrano a Reggio e, quando il capoluogo si muove più velocemente del resto del territorio, anche la lettura complessiva della partecipazione cambia.

La mappa comunale restituisce differenze ancora più nette. Laganadi arriva al 40,19%, confermandosi il Comune con la partecipazione più alta dopo essere già stato al 29,43% alle 19; Sant’Alessio in Aspromonte sale al 27,78%, Sant’Ilario dello Ionio al 25,79%, Calanna al 23,84%, San Roberto al 22,78%, Canolo al 22,44%, Cardeto al 21,78%, Scido al 20,43% e Motta San Giovanni al 20,40%. In termini di accelerazione serale, Sant’Alessio guadagna 10,79 punti tra le 19 e le 23, Laganadi 10,76 e Cardeto 9,06, mentre Reggio città ne recupera 6,74. Complessivamente 21 dei 71 Comuni finiscono la domenica sopra la media del collegio, gli altri 50 restano sotto.

All’altro capo della graduatoria la partecipazione assume invece dimensioni quasi residuali: Platì si ferma al 2,34%, Mammola al 3,12%, San Luca al 4,69% e Ciminà al 4,87%, mentre diversi centri della fascia ionica restano abbondantemente sotto il 10%. Più che una sola elezione, almeno dal punto di vista dell’affluenza, il collegio sembra dunque contenere territori che stanno reagendo alla suppletiva in maniera profondamente diversa, con alcuni piccoli Comuni dell’area aspromontana capaci di mobilitarsi molto più della media e una parte della Locride nella quale il richiamo delle urne continua invece a essere debolissimo.

Il confronto con il 49,40% registrato alle 23 nel 2022 fotografa una distanza enorme, ma sarebbe sbagliato leggerla come se si trattasse della stessa consultazione. Quattro anni fa si eleggeva l’intero Parlamento e si votava in una sola giornata; questa volta è in palio un solo seggio della Camera e le urne restano aperte anche lunedì fino alle 15. Alle 19 il dato del 2022 era stato del 35,48%, contro il 10,26% di questa domenica, ma con una consultazione destinata allora a terminare poche ore più tardi.

Un termine di paragone più utile arriva allora dalle altre suppletive. Nell’ottobre del 2023, a Monza-Brianza, dove si votava per assegnare il seggio senatoriale rimasto vacante dopo la morte di Silvio Berlusconi, la prima giornata si chiuse con un’affluenza del 14,71%, quasi sovrapponibile al 14,97% registrato oggi a Reggio; il lunedì, al termine delle operazioni, il dato salì al 19,23%. Nessuna equivalenza può naturalmente trasformare quel precedente in una previsione, ma il confronto è interessante proprio perché anche a Monza si votò su due giornate e per l’assegnazione di un solo seggio parlamentare.

Ancora più vicino, almeno geograficamente, è il precedente calabrese del 26 e 27 giugno 2005, quando nel collegio di Isola di Capo Rizzuto si tornò alle urne dopo le dimissioni di Agazio Loiero, eletto presidente della Regione. Anche quella consultazione si svolse tra domenica e lunedì e l’affluenza finale si fermò intorno al 21%; il seggio venne conquistato da Nicodemo Oliverio con 14.275 voti e il 68,2% dei consensi validi. È un precedente lontano nel tempo e relativo a un collegio diverso, ma serve a ricordare quanto le suppletive abbiano storicamente una capacità di mobilitazione molto inferiore rispetto alle Politiche generali.

Il 14,97% della domenica, dunque, può essere letto in due modi che non si contraddicono: resta un’affluenza molto bassa, soprattutto se osservata con gli occhi delle elezioni politiche ordinarie, ma è anche un dato che nelle ultime ore ha mostrato una crescita sensibile e che colloca Reggio, dopo la prima giornata, praticamente sullo stesso livello raggiunto da Monza nel 2023. Saranno le otto ore di apertura dei seggi di lunedì a dire se la spinta serale si sarà esaurita con la chiusura della domenica oppure se riuscirà a portare la partecipazione verso, o eventualmente oltre, quella soglia del 20% che nelle poche suppletive comparabili rappresenta già un livello tutt’altro che scontato.