L’omicidio di Salvatore Giglio sarebbe maturato nell’ambito di una cornice familiare molto conflittuale. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta che hanno condotto stamani i carabinieri di Crotone all’arresto dell’ex moglie e del figlio della vittima, uccisa il 21 settembre del 2024 al culmine di una lite domestica.

Secondo quanto emerso in fase di indagine e confluito nell’ordinanza di custodia cautelare, all’origine del conflitto vi sarebbe stata la volontà dell’uomo di disfarsi di beni mobili e immobili formalmente intestati anche ai figli. Il dissidio sarebbe scoppiato intorno a mezzogiorno del 21 settembre tra Salvatore Giglio e l’ex moglie Daniela Rosato, in casa dell’uomo. Circa un’ora dopo sarebbe sopraggiunto anche il figlio Nicola.

Nella mano sinistra un oggetto non identificato. Con questo la donna avrebbe aggredito Giglio e quindi sopraffatto l’uomo uccidendolo per “motivi futili”. Secondo la ricostruzione, consumato l’omicidio i due avrebbero dapprima occultato il cadavere nell’abitazione dell’uomo a Steccato di Cutro e due giorni dopo, il 23 settembre, di notte – tra le 22.24 e le 22.47 – gettato il corpo nel fiume Tacina utilizzando la Jeep intestata alla donna.

Madre e figlio sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere. In mattinata sono stati entrambi tradotti in carcere. Nicola Giglio è difeso dall’avvocato Pietro Funaro mentre Daniela Rosato dall’avvocato Luigi Colacino.