Aveva 87 anni, uomo dello Stretto e punto di riferimento familiare; una vita segnata dal lavoro, dalle radici e da un legame profondo con il mare che ha accompagnato la sua storia. Il Presidente del Network Domenico Maduli: «Vicini con rispetto e cordoglio»
Tutti gli articoli di Società
PHOTO
Il mare dello Stretto come compagno di una vita, la famiglia come approdo sicuro, il lavoro come misura silenziosa dell’esistenza. È volato in cielo oggi, mercoledì 8 aprile, Giovanni Barresi, zio della giornalista e vicedirettrice de ilReggino.it Elisa Barresi. Aveva 87 anni e una storia profondamente legata a quel tratto di costa dove era cresciuto, imparando presto la fatica e il valore delle radici.
Uomo del mare, abituato a leggere il vento e le correnti, aveva lasciato la sua terra per lavorare lontano, senza mai spezzare il legame con lo Stretto. Il ritorno, poi, e la costruzione della famiglia accanto alla moglie Flavia, nel 1968. Tre figli, dieci nipoti, una presenza discreta e costante, fatta di gesti più che di parole. Nel ricordo dei familiari emerge il profilo di un padre forte e silenzioso, capace di trasmettere valori solidi e un senso profondo di appartenenza, con lo sguardo sempre rivolto a quel mare che aveva segnato ogni passaggio della sua vita.
Un legame affettivo intenso anche nel ricordo della nipote Elisa Barresi, che ne tratteggia la figura di punto di riferimento quotidiano, presenza rassicurante e esempio di libertà maturata proprio nel rapporto con il mare. Resta l’immagine di uno zio capace di indicare la rotta, di raccontare la vita con semplicità e di lasciare dietro di sé insegnamenti fatti di bontà, sorriso e senso della famiglia.
Alla famiglia Barresi si stringe anche tutta LaC Network. «Porgo le mie più sentite condoglianze, anche a nome del network editoriale, ad Elisa per la scomparsa dell’amato zio, rimanendo vicino con rispetto e cordoglio», il messaggio del presidente Domenico Maduli. Affetto e vicinanza espressi anche dal direttore responsabile dell’informazione di LaC Franco Laratta e da tutti i colleghi della redazioni.
Resta il profilo di un uomo profondamente legato allo Stretto, cresciuto tra vento e onde e capace di trasformare quella libertà in eredità familiare. Una presenza discreta che continuerà a vivere nei gesti, nei racconti e in quello sguardo quotidiano rivolto al mare.

