Si è ufficialmente insediata alla guida del Tribunale di Vibo Valentia, il nuovo presidente Abigail Mellace dopo che a dicembre la quinta commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato all’unanimità di proporre al plenum il suo nome. La cerimonia di insediamento si è svolta stamane nell’aula “Emilio Sacerdote” al primo piano del Tribunale di Vibo alla presenza della presidente di Corte d’Appello di Catanzaro Concettina Epifanio, del procuratore generale Giuseppe Lucantonio, del sottosegretario al ministero dell’Interno Wanda Ferro, del procuratore uscente di Vibo, Camillo Falvo, e di altri magistrati arrivati da diverse sedi del distretto come il procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio e quelli di Lamezia Terme Elio Romano e Cosenza, Vincenzo Capomolla.

Nel suo discorso di insediamento, la nuova presidente del Tribunale Abigail Mellace è andata subito al sodo: Vibo ha bisogno di una dotazione di magistrati e di personale «adeguata all’enorme mole di lavoro ed occorre ripartire da qui – ha affermato – per rimettere in piedi un presidio dello Stato fondamentale in un territorio che ha fame di giustizia e dove la giustizia ha un valore che travalica gli stretti confini locali, mentre la fiducia dei cittadini la si conquista con decisioni credibili e in tempi accettabili».

Un Tribunale, quello di Vibo, che per la nuova presidente deve riacquistare il ruolo di presidio di legalità dove davvero tutti i cittadini – interessati dal civile o dal penale – possono rivolgersi nella certezza di avere decisioni giuste e in tempi ragionevoli. Molto è stato fatto in questi anni, ma non basta. Moltissimo resta ancora da fare e la nuova presidente Abigail Mellace ha accettato la sfida, consapevole che non sarà facile ma avrà dalla sua determinazione, voglia di ascolto, assenza di pregiudizi di ogni genere ed un curriculum che parla per lei.

Il giudice Abigail Mellace, nata a Catanzaro, classe 1969, è stata infatti consigliere della prima sezione della Corte d'Appello di Catanzaro e in precedenza anche presidente della sezione penale del Tribunale di Crotone. Per anni ha rivestito il ruolo di gip-gup nell'ambito delle più importanti inchieste contro la ‘ndrangheta. Su tale fronte conosce già molto bene la realtà vibonese essendo stata il gip che ha esaminato inchieste antimafia storiche contro i clan del Vibonese e le sue ramificazioni istituzionali. Tra le tante basta ricordare che è stata proprio Abigail Mellace ad esaminare come gip l’inchiesta denominata “Minosse 2” che ha scoperchiato pure i legami tra alcuni componenti del clan Mancuso con soggetti operanti nei palazzi di giustizia, così come i contatti tra l’ex boss Pantaleone Mancuso, detto “Vetrinetta” (deceduto), e parlamentari della Repubblica. Abigail Mellace è stata inoltre il gip che ha firmato le misure cautelari per la storica ed imponente operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Rima”, scattata nel 2005 e che ha portato per la prima volta al riconoscimento in via definitiva del clan Fiarè di San Gregorio d’Ippona quale autonoma associazione mafiosa.

Da gup, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, Abigail Mellace è anche stata il giudice che il 17 marzo 2014 ha emesso la sentenza di primo grado per l’operazione antimafia “Gringia” che prendeva in esame alcuni fatti di sangue consumati nello scontro tra il clan Patania di Stefanaconi e altre consorterie e dello stesso paese, oltre che tra gli stessi Patania e il clan dei Piscopisani, giudicando pure l’omicidio di Francesco Scrugli, il cognato e braccio-destro del futuro collaboratore di giustizia Andrea Mantella ucciso il 20 marzo del 2012 nel quartiere Pennello di Vibo Marina.
Un magistrato di grande esperienza, dunque, per il Tribunale di Vibo Valentia che da anni sconta ritardi su ritardi e dove, nonostante le “passerelle” e i proclami a più livelli, molto “fumo negli occhi” è stato spesso gettato per sopperire ad inefficienze giudiziarie pagate sulla propria pelle da tanti cittadini in cerca semplicemente di… giustizia.