Il poliziotto ha riportato un trauma allo zigomo e un ematoma all’occhio. La denuncia del Sappe: «Chiediamo adeguate tutele per gli agenti, vittime di circa 2000 aggressioni all'anno»
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Un detenuto ha aggredito, stamane, per futili motivi, un assistente capo in servizio nella casa circondariale di Castrovillari, provocandogli gravi lesioni. Si tratta di un soggetto già noto per la sua pericolosità, trasferito, nel settembre 2025, dalla Casa Circondariale di Potenza a quella della città calabrese, proprio a seguito di reiterate aggressioni ai danni del personale.
«Nonostante ciò, nulla è stato fatto per prevenire l'ennesimo episodio di violenza» afferma, in una nota, Gaetano Maurmo, vice segretario regionale del Sappe.
«Il poliziotto penitenziario - affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale - ha riportato un trauma allo zigomo destro e un ematoma all'occhio, con una prognosi di 30 giorni. Numeri e referti che raccontano una realtà drammatica: servitori dello Stato lasciati soli, costretti a lavorare in condizioni di rischio costante, senza tutele adeguate e con organici ridotti all'osso. Questa amministrazione a due velocità- proseguono Durante e Ciccone - dove si fanno grandi progetti al centro e le carceri sono invece abbandonate a sé stesse non ci piace più. Chiediamo adeguate tutele per i poliziotti che lavorano in carcere, vittime di circa 2000 aggressioni all'anno. Esprimiamo piena e incondizionata solidarietà al collega aggredito, augurandogli una pronta guarigione, con la consapevolezza che la solidarietà da sola, non basta più. È inaccettabile - affermano - che la violenza all'interno degli istituti penitenziari continui a essere trattata come un fatto ordinario».

