«È una situazione preoccupante e anomala, oltretutto perché piove ininterrottamente da ... ho perso anch'io il conto! Credo da 72 ore». Così il presidente della Provincia di Catanzaro, Amedeo Mormile, sintetizza lo stato d’animo che si vive dopo il secondo colpo inferto dal maltempo, e in rapida sequenza. In particolare, la viabilità delle aree interne è stata duramente colpita da frane, smottamenti, cedimenti di terreno.

Terreni zuppi d’acqua

«Sono completamente ricolmi d'acqua, non reggono più e tutto si riversa sulla viabilità provinciale, vittima sacrificale spesso anche di alterazioni dovute ad attività antropiche a monte. La situazione non è bella» aggiunge in maniera lapidaria. Secondo quanto riferito, a risentire in particolar modo della nuova ondata di maltempo è soprattutto l’area del Reventino, Tiriolo e il versante di Taverna, Sorbo San Basile e Fossato Serralta.

Viabilità a rischio

«Ci sono situazioni molto preoccupanti che rischiano di aggravarsi condizionando la viabilità e l’accesso ai servizi primari, le interruzioni di strade chiaramente allungano di molti i tempi di percorrenza o addirittura in alcuni casi si rischia quasi l'isolamento». Ad esempio, nuovi cedimenti si sono aggiunti a frane già esistenti e su cui non si è ancora riusciti ad intervenire. «Quelle tra Sorbo San Basile e Fossato Serralta e tra Taverna e San Giovanni d’Alba, qui si sarebbe già dovuto intervenire con i rocciatori per attivare il disgaggio di alcune rocce in bilico e che chiaramente rappresentano un pericolo. Purtroppo non smette di piovere e l’operazione non è possibile, ciò non ci consente di riaprire la strada».

La pioggia infinita

Si dovrà attendere. «Meglio chiudere le strade e sopportare i disagi che dover poi pagare prezzi più alti. Ci auguriamo comunque che smetta di piovere al più presto» . Ma vi sono altri aspetti altrettanto critici oltre alle attuali condizioni climatiche, ovvero la disponibilità economica per far fronte ai disastri provocati dal maltempo.

Le risorse che non ci sono 

Mormile precisa: «Serviranno ovviamente risorse straordinarie. Sappiamo che la Regione e la Protezione civile stanno provvedendo a chiedere un ampliamento della prima ordinanza di protezione civile per includere anche i comuni delle aree interne». E le casse asfittiche degli enti intermedi di certo non aiutano in simili contesti emergenziali, soprattutto per la Provincia di Catanzaro gravata da enormi debiti che ne limitano la liquidità.

Enti svuotati

«Oggi le Province si ritrovano completamente svuotate, con poche risorse e quasi nell'impossibilità di intervenire soprattutto in condizioni come quelle che stiamo vivendo dove le emergenze si sovrappongono l'una all'altra. Fortunatamente sono rientrati anche gli improvvidi tentativi di ridurre ulteriormente i trasferimenti per la manutenzione straordinaria della viabilità provinciale» ragiona Mormile. «L’attuale Governo ha incrementato le risorse e oggi questo probabilmente ci consentirà di avere migliori margini di manovra. Sempre sulla programmazione però, non possiamo sicuramente definirli per il pronto intervento».

La vigilanza sulle frane

«Nell'immediato c'è bisogno di risorse perché la Provincia, soprattutto quella di Catanzaro, non dispone di proprie risorse di bilancio per affrontare eventi di questo tipo» conclude il presidente. «Potrebbe passare per incapacità o inadempienza ma così non è. Anzi, sento di dover ringraziare tutta la struttura provinciale, il settore di viabilità e tutte le persone che in questo momento, anche sotto la pioggia, continuano a rimanere imperterriti a vigilare su queste frane. C'è una risposta forte, per quanto possibile, poi i miracoli purtroppo non riesce ancora a farli nessuno».