D’Ippolito (M5s): «Intimidazioni dopo avere sollevato il caso del reparto Covid di Lamezia»

Il parlamentare che in un incontro con l’Asp ha denunciato diverse anomalie, tra le quali l’uso di personale in servizio anche in altri settori del nosocomio, denuncia ora tentativi di fargli abbandonare la questione

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di T. B.
6 gennaio 2021
15:03

«Non accetto che l’Asp di Catanzaro giustifichi la frettolosa attivazione del reparto Covid nell’ospedale di Lamezia Terme con la pressione dell’emergenza e con il generico dovere dei sanitari di mettersi a disposizione». Il parlamentare del movimento Cinque stelle Pino D’Ippolito dopo avere chiesto lumi sulle anomalie che hanno riguardato il reparto lametino e che ad oggi hanno condotto al blocco dei ricoveri non ci sta.


«Ho avuto un incontro con la commissaria dell’Asp di Catanzaro, Luisa Latella, e con i dirigenti aziendali Mancuso, Calderazzo, Tedesco, Bonacci e Marchitelli. All’incontro hanno partecipato anche Nadia Donato, presidente dell’associazione lametina Senza nodi, e Felice Lentidoro, segretario regionale di Cittadinanza attiva. Ho potuto ricostruire i fatti sulla scorta di precisi elementi documentali, non smentiti nella circostanza. Parte del personale sanitario dell’ospedale lametino non è stato utilizzato in via esclusiva per l’assistenza dei pazienti Covid lì ricoverati e, a quanto pare, non isolati a modo come invece doveva essere», afferma il deputato.


Accuse gravi le sue alle quali seguono poi altre riflessioni: «Questo reparto è stato allestito troppo alla svelta, sulla base di ordinanze del sostituto presidente Spirlì che hanno scavalcato il documento di riordino della rete ospedaliera nell’emergenza in atto, approvato nel giugno scorso con specifico decreto commissariale. Tutto ciò ha creato dei rischi e purtroppo sono avvenuti contagi di sanitari lametini, le cui cause andranno accertate nelle sedi di competenza».


«Avevo espresso – aggiunge D’Ippolito - ferma contrarietà rispetto all’attivazione del reparto Covid nell’ospedale lametino, che invece doveva avere, stando al piano del commissario ad acta, l’unico in vigore, un’altra configurazione. La commissaria dell’Asp di Catanzaro e i vari dirigenti interessati si assumano le loro responsabilità. Davanti alle argomentazioni esposte, c’è stata una reazione scomposta e inopportuna di Latella e dei dirigenti dell’Asp presenti all’incontro. Difenderò sempre i cittadini lametini e resterò con loro nella ricerca della pura verità».


«Il commissario Longo riporti ordine in questa storia. Lo chiederò anzitutto con un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio e al ministro della Salute. Delle due l’una: o il titolare della programmazione Covid resta impropriamente Spirlì oppure è Longo, per come, invece, indicato dalla legge. I drammi della prima ondata pandemica dovrebbero averci insegnato che gli ospedali sono luoghi di diffusione del Covid, per cui vanno in primo luogo adottate tutte le precauzioni del caso. Pertanto non è ammissibile – conclude-, come ha fatto l’Asp, giustificare le scelte operate richiamandosi al generico dovere di cura in capo ai sanitari, senza aver verificato a fondo l’esistenza delle necessarie garanzie di sicurezza nell’assistenza dei pazienti colpiti dal virus».


Un comunicato di fuoco quello del Cinque Stelle a poche ore dal quale seguiva un’altra dichiarazione: «Sulla ricerca della verità sui contagi verificatisi nel reparto Covid di Lamezia Terme, non arretro di un millimetro. Non serviranno le velate intimidazioni che sto ricevendo in questi giorni o gli “amichevoli” consigli di lasciar perdere.So pure che sono in atto, sottobanco, dei tentativi di proporre versioni o, per meglio dire, giustificazioni, dei fatti finalizzati solo a intorbidire le acque o a screditare, meglio, intimorire, chi ha visto e chi ha toccato con mano la situazione».


«Ma stiano tranquilli i lametini. Io tutelerò sempre il personale sanitario, i cittadini e gli utenti dell’ospedale di Lamezia Terme che con questa vicenda vedono offuscare le tante professionalità che ci sono nel nostro nosocomio, che invece andrebbero valorizzate. Sto raccogliendo documenti e testimonianze che utilizzerò, nella tutela delle vittime, per la ricerca delle responsabilità che a mio parere ci sono e che segnalerò nelle sedi preposte. Non abbiate timore! Io ci sono – conclude - e ci sarò sempre per il bene di Lamezia e dei Lametini».

 

Giornalista
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