Ha attraversato l’Italia dalla Calabria fino al Trentino per partecipare all’allestimento degli stand delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, ma il contratto gli è stato revocato poche ore prima dell’inizio dell’attività. Protagonista della vicenda è Francesco De Crea, 29 anni, con invalidità certificata del 74%, che racconta al quotidiano L’Adige la propria esperienza: «Un episodio di cattiva gestione lavorativa che mi ha colpito profondamente, sia a livello personale che economico», racconta il giovane al quotidiano trentino.

Il 23 gennaio 2026, De Crea viene contattato dall’agenzia Adecco, presso la quale aveva depositato il proprio curriculum specificando di appartenere alle categorie protette dall’articolo 1 (disabili):  «Mi viene proposta una posizione come allestitore di stand a Predazzo per la durata delle Olimpiadi, con inizio a febbraio e possibilità di rinnovo. Accetto con entusiasmo, supero il corso sulla sicurezza e vengo convocato per la visita medica pre-assuntiva domenica 2 febbraio a Pera di Fassa».

Il giovane organizza a sue spese il viaggio verso il Trentino, portando con sé «tutto il necessario per trasferirmi stabilmente». Anche la visita medica dà esito positivo: ottiene l’idoneità «alla mansione specifica», con la sola prescrizione di non compiere sforzi eccessivi con il braccio destro. La permanenza in hotel viene pagata direttamente da Adecco.

«Mi dicono che faccio parte della squadra e che il 4 febbraio inizierò il turno», racconta all’Adige, confermando la comunicazione ricevuta via WhatsApp da una referente del gruppo Predazzo Ski Jumping.

Ma in serata arriva una sorpresa: «Adecco mi contatta telefonicamente comunicandomi che non avrebbero proceduto con il contratto e che avrei dovuto lasciare l’hotel immediatamente la mattina e tornarmene a casa. Mi hanno detto che non sapevano che avessi questa disabilità, nonostante io l’avessi specificato nel mio curriculum».

«Questa esperienza mi ha lasciato un profondo senso di umiliazione – conclude De Crea –. Mi sono sentito usato e discriminato per la mia condizione, nonostante avessi dimostrato massima disponibilità attraversando l’intero Paese. Trovo inaccettabile che una persona con disabilità venga illusa e poi abbandonata dopo aver affrontato spese e sacrifici logistici, ignorando un giudizio di idoneità medica».

Adecco, contattata da L’Adige, ha risposto che «il candidato ha partecipato regolarmente al processo di selezione, tuttavia, al termine della valutazione, purtroppo non è risultato idoneo per il ruolo specifico», aggiungendo che saranno considerate eventuali candidature future del giovane per altri profili.