«Ho provato tanto dolore e dispiacere per il suicidio di Denise Cosco. Ho pensato al travaglio e alla solitudine di questa donna che già da bimba ha dovuto assistere a situazioni di violenza terribili, strazianti; basta pensare a quando ha dovuto riconoscere i resti della madre. Sono cose che non si dimenticano». Così il Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri a Santa Maria la Fossa (Caserta), dove ha risposto ad una domanda dei cronisti sul suicidio della figlia di Lea Garofalo. 

Le indagini sulla morte di Denise Cosco

Denise era precipitata dal palazzo nel quale abitava ed era stata trasportata in condizioni gravissime in ospedale a Roma, dove è morta quattro giorni dopo. Sulla sua morte indaga la Procura di Velletri che ha disposto il sequestro dell’appartamento di Ariccia, alle porte di Roma, dove la 35enne viveva, per consentire nuovi accertamenti e ricostruire quanto avvenuto prima della tragedia.

Durante un sopralluogo è stato inoltre trovato un secondo telefono cellulare, che sarà analizzato insieme a quello già acquisito dagli investigatori. 

L'inchiesta procede al momento contro ignoti con l'ipotesi di istigazione al suicidio. Gli investigatori ascolteranno inoltre il compagno della donna, presente nell'abitazione al momento dell'accaduto, come persona informata sui fatti.